Sullo sciopero, a pochi giorni dalla proposta noto in rete una netta spaccatura. Tra cinismi e incivilismi. Ci sono quelli a favore e quelli contrari. E quelli a favore già hanno cominciato a criticare, in alcuni casi anche duramente, quelli contrari. E non va bene, che ogni persona in fin dei conti è libera di agire come crede. Mal che vada il nerbo si usa a frittata fatta. Dal canto loro tra i contrari, o almeno da alcuni di essi, è stata tirata fuori l’argomentazione del non ci tocca personalmente quindi nada (è però bisogna anche cambiare litania in sto paese, che fino al momento in cui non ci infilano una supposta nel nostro culo non ci muoviamo.) Io rimango sempre dell’idea che toccando l’informazione toccano tutti, che uno scriva o meno su di un blog. Questo è un dettaglio. La maggior parte di noi è fruitore d’informazione indi per cui…
Alla fine mi torna in mente un commento letto oggi, non ricordo dove sinceramente. Diceva che alla fine non è tanto il bavaglio il problema, quanto il divide et impera. Magari non è quello l’obbiettivo che si vuole ottenere, ma torna sempre comodo sopratutto se arriva senza sforzo. Detto questo me ne vado a Modena per un paio di giorni. E come diceva il buon vecchio Piduista..buona suppos..ehm camicia a tutti.
Quando la realtà supera la propria caricatura, e la modernità la propria satira, a che pro continuare a sovvenzionare dei Clown in quel dionisiaco manicomio che è il nostro paese?
Y.B.
(da Zero Kill, Yassir Zakaria Benmiloud parlando dell’Algeria)
La voce sta girando da qualche giorno. L’idea, partita dal blog di Alessandro Gilioli (e che comincia a prendere piede), è quella di affiancare allo sciopero dell’informazione (contro la legge bavaglio e obbligo di rettifica in esso contenuto, tra le altre cose del decreto Alfano) anche quello dei blog, il medesimo giorno. Il 14 luglio. Qualcuno e d’accordo, altri no. Ognuo agira secondo la propria coscienza, ci mancherebbe. Io, personalmente, aderirò. Qualcuno obbietterà che la protesta di un giorno passerà senza nemmeno che ci si accorga di essa (la butto li: in futuro se a niente servisse tutto questo si potrebbe muoversi anche in altri modi). Possibile. Ma è pur sempre un segnale che si prova a lanciare. In democrazia, chi governa, dovrebbe prestare attenzione ai segnali, sopratutto se lanciati dal basso. Senza distinzione alcuna. Almeno in teoria. Staremo a vedere. Ma tra tentare e non tentare a questo punto vale secondo me la prima. La questione, badate bene, non riguarda solo i blog, ma colpisce tutto il sistema dell’informazione, finendo quindi per danneggiare tutti. Sia chi l’informazione la fa, sia chi ne fruisce. Una buona e libera informazione contribuisce anche ad una buona Democrazia a mio parere. Poi qualcuno potrà non essere d’accordo con il sottoscritto e con chi aderirà. Fate vobis.
La situazione comunque è in evoluzione a quanto leggo qui sul blog di Gilioli e qui su quello di Guido Scorza
Non so voi, ma io sono uno all’antica. Io se piove do la colpa al governo. Altro che trame e complotti dei miei maroni.
Il fatto che negli ultimi mesi, e non solo quelli che hanno seguito il terremoto in Abruzzo, Guido Bertolaso sia apparso così tante volte nelle cronache mi convince sempre più della difficoltà dell’Italia nel risolvere determinate questioni di importanza rilevante per tutta la cittadinanza.
Dal rischio sismico a quello idrogeologico con annesse problematiche inerenti alla edificazione in zone che dovrebbero essere Out. Passando poi per la questione dei rifiuti a quella sui rischi ambientali (inquinamento etc. di vario genere). E passano gli anni ma ogni volta le critiche e gli avvisi a intervenire e a prestare la massima attenzione sono sempre quelli. Che poi bene o male vengono lasciati cadere nel vuoto fino alla tragedia (vedi ad esempio la questione sulle norme a cui i costruttori si dovrebbero, o si sarebbero dovuti attenere) è una consuetudine, una prassi a cui siamo ben abituati. Parlo di questo perché oggi sentivo un’intervento di Bertolaso inerente alla tragedia ferroviaria di Viareggio della notte scorsa. In questo intervento il capo della protezione civile faceva riferimento a quello accaduto ad Avio, al confine fra Trentino e Veneto del 13/02/2006. Bertolaso, oltre ad affermare che forse sarebbe il caso di rivedere la Normativa a Livello europeo concernente il trasporto di determinati carichi, richiamava il caso dell’incidente ferroviario in Trentino sottolineando che era già stata chiesta all’epoca quantomeno una verfica e valutazione sulle dinamiche e le normative che regolano il trasporto ferroviario e non solo di determinati carichi. Quella volta si trattava di sostanze potenzialmente tossiche, sia per l’uomo che per l’ambiente, e il danno e la tragedia furono sfiorate ed evitate. Oggi il carico incriminato è certamente diverso ma altrettanto pericoloso, e siamo qui a fare la conta delle vittime. Ora, dal mio personale punto di vista, penso che le due situazioni, quella del 2006 e quella di ieri notte, possano benissimo essere messe in relazione dal punto di vista della sicurezza e dei potenziali effetti dannosi che possono conseguirne in caso di incidente, e lo abbiamo visto tutti credo. Anche nella finanziaria 2008 venivano tagliati fondi alle ferrovie. Si è puntato tantissimo sull’alta velocità, e va bene, però forse sarebbe il caso di rivedere il parco treni al completo e le infrastrutture tutte su cui si muovono. Ieri il treno era praticamente in stazione, e l’epilogo è stato tragico. Pensate se fosse stato, per qualche malaugurato caso, in orario differente. Non è polemica la mia, solo vorrei capire cosa si è fatto e cosa non si è fatto in questi anni, oltre alla freccia rossa, per quanto riguarda la viabilità ferroviaria, il rinnovamento della infrastruttura e le norme (anche a livello europeo) che riguardano questo sistema di trasporti. E soprattutto cosa si prevede o intende fare. Nell’ultimo mese mi pare siano già quattro gli incidenti ferroviari in Italia. Mi sembra, così a sensazione, che siano decisamente troppi pur per poco gravi che possano rivelarsi.
Qui quello che diceva Bertolaso a proposito dell’incidente di Avio del 2006.
Il caldo è tornato a farsi sentire, l’afa pure. L’ispirazione manca da giorni. Ma poco importa, almeno per ora. Il gattino ha ben pensato che il punto più comodo della casa in cui dormire sono le mie cosce quando sono seduto al computer. Così, come se già non bastasse il caldo esterno e quello provocato dal PC ora mi ritrovo anche con uno scaldotto naturale di poco più di una spanna, pelosetto, moccoloso e con pure il vizio di russare. Il G8 dell’Aquila è alle porte, gli accordi Accordi di Schengen sembrano momentaneamente sospesi, almeno per l’Italia e io nel frattempo mi sto mangiando un cucciolone, almeno quello concedetemelo. Nell’inerzia più totale del mio organismo mi sbatto a fatica dalla postazione di lavoro al letto. Molto più sul letto secondo gli ultimi dati pervenuti. Ne sto approfittando così per mettermi in pari con alcuni libri (così ne approfitto pure per ripristinare il mio account Anobii) che per dimenticanza, mancanza di tempo o incompatibilità con lo stato mentale di quel momento erano stati abbandonati a se stessi. Attualmente, nel momento in cui scrivo, sono alle prese con Zero Kill (libro che abbandonai e che ora ho ripreso da capo perché altrimenti diventa difficile seguire la trama)di Yassir Benmiloud, scrittore algerino. Vi riporto il link della breve recensione/ descrizione di questo romanzo -che merita- ironico e feroce, “satira “interna”, atto insolente, attacco viscerale, appuntito, che scorre alla velocità della luce e bersaglia/esorcizza tutti gli incubi pre-post 11 settembre. Sfruttati, cialtroni, canaglie di medio e grosso calibro, mujaheddin e carne da jihad. Y. B., burattinaio dalla fervida immaginazione, aggiunge al brodo di topoi da stracciare anche gli X-Files (ma io non vi ho detto niente: bisogna leggere, leggere, leggere…” .
Il caldo, come dicevo, è tornato a farsi sentire. E così, tra il lavoro e una lettura, ho ben pensato di dare un taglio netto, almeno alla barba per ora. Dopo cinque minuti di riflessione, davanti allo specchio del bagno, ho pensato che tre anni potevano bastare, era ora di dar respiro al mio bel faccino, così al naturale, senza fronzoli ne pelurie. Detto fatto. Rasoio alla mano, come un boia ho messo fine alla barba, al pizzetto, ai baffi, alla mosca e a buona parte della mia gola che almeno per ora pare non perdere più prezioso sangue.
Annoto solo, in fine a questo post, che ieri ho visto Uomini che odiano le Donne. Giudizio: ottimo film. Mi è Piaciuto davvero tanto.
Passo e chiudo.
Qui le domande si accumulano ma nessuno risponde. Giorno dopo giorno entrano in scena nuovi personaggi, nuove rivelazioni, nuovi fatti. Che sembra quasi twin peaks. Ma niente, nessuno risponde. Ormai Repubblica ha metà del suo sito dedicato alla questione Berlusgate, poveretti, ma nessuno risponde comunque. Anche la stampa estera si affanna, e giù domande. Ma nessuno risponde. Eppure mica mi par morto…anzi, a sentir loro stà in ottima forma
Ne avevo sentito parlare qualche tempo fa, poi sinceramente mi ero dimenticato della sua esistenza. Ieri ho invece visto il trailer e così ho deciso di provare a guardare quanto meno le prime due puntate (che sono andate in onda su canale5, mentre se non sbaglio su Mya è già andata in onda se non tutta almeno parte della serie). Anche perchè nelle ultime settimane i segni misteriosi son giunti anche a Modena e per non indispettire nessuno ho deciso che è meglio così, vai mai a sapere.
Non sono un grande amante delle serie televisive. Proprio per niente. E nella mia carriera di spettatore credo di averne seguite realmente poche dall’inizio alla fine, casi eccezionali x-files e twin peaks che ho addirittura rivisto più di una volta. Le altre serie che ho portato a termine sono state Taken, the 4400, Invasion e (incredibile ma vero visto il mio trend) sex and the city e Desperate Housewives. Insomma, si nota come io sia un amante del genere mistero/ fantascienza/ meglio se ci piazzano in mezzo rapimenti alieni, ufo, cerchi nel grano e perché no, qualche complottino. Ad essere sincero non ero molto convinto del prodotto che mi accingevo a guardare, ma ero assai incuriosito dal fatto che fosse una produzione quasi prevalentemente Francese. I francesi si sa, girano con garbo e sovente evitano certe truzzate tipiche del Made in Usa. Dopo la fine del secondo episodio sono rimasto, se non pienamente soddisfatto, quanto meno incuriosito. E questo è già molto per quanto mi riguarda.
La trama, almeno per quel che ho visto fino ad ora, non può dare più di tanto visto che il tema in passato è stato sviscerato in tutte le salse, ma riesce comunque a non farti spegnere il televisore. Da quello che ho capito guardando le prime due puntate, e da quel che ho letto da chi ha avuto modo di vederla sul digitale o su satellite, oltre a snodarsi sui Misteri appunto, ossia misteriose sparizioni di alcune persone vicine alla protagonista (la Madre, il fidanzatino dei tempi passati e una vecchia compagnia d’infanzia più un misterioso ragazzo apparso nelle prime due puntate alla fine delle quali..puf viene fatto anche lui scomparire) messe in atto da non si sa chi, anche se vengno aperte due piste, quella aliena e quella umana, cerchi nel grano, flashback di ricordi offuscati e via dicendo, si snoda pure sulle vicende e sui rapporti della protagonista e della sua famiglia (padre e fratellastro lavorano nell’esercito). Ed è qui che i francesi mettono in campo il loro stile secondo me. Tutto sommato quindi il tempo messo per seguire le prime due puntate non è stato sbattuto via, e la curiosità e l’interesse di vedere come gli sceneggiatori hanno sviluppato il resto della trama (speriamo senza cadere troppo nel già visto e rivisto) e del come il tutto si concluderà sono rimasti.
Se non altro, vista la scandalosa congestione di Medical division, serie investigative/poliziesche e un’altra quantità di boiate varie e assurde almeno un briciolino di fantascienza e mistero non guasta. Che poi leggo sempre che in Italia questo genere non tira, però se nemmeno le passano per forza.
Per quanto riguarda la trama i personaggi e altre cosette vi rimango a questi post che senza dubbio approfondiscono molto meglio entrambe le cose.
Dunque (ma qualcuno aveva dei dubbi?) è sceso in campo (attraverso il suo sito) anche il Dario Democratico. Con il congresso del PD alle porte Franceschini vede attorno a se litigi e protagonismi, come lui stesso afferma, e per non tradire i giovani e gli elettori del PD ha deciso bella bella di proporsi come candidato alla guida del Partito Democratico. Fino a qualche settimana fa se ne andava in giro rispondendo a domande sulla sua possibile candidatura con risposte del tipo: “il mio è solo un ruolo di transizione” lui lo faceva per “dovere e responsabilità” non certo per la poltrona. Dopo, diceva, avrebbe lasciato lo spazio ad altri, magari volti nuovi, giovani. Invece, zacchete, eccolo qui, con un bel video a spiegare quello che spiega. Staremo a vedere e speriamo. Intanto annotiamo la coerenza innanzi tutto.
Non passa giorno che Berlusconi non additi qualcuno come suo nemico. Ormai sono talmente tanti che probabilmente superano anche in numero il suo elettorato. E allora mi chiedo come cacchio avremmo fatto a perdere. Ma per favore…ma mi faccia il piacere mi faccia

















