Sabato I wordcamp, domenica si taglia la legna

(foto brutalmente ciulata dal blog di Novecent0 che a sua volta l’ha ciulata altrove)

Poco tempo in questi giorni per darmi al commento selvaggio causa altre cose che avevo da fare in questo periodo e che mi hanno lasciato davanti al pc per cazzeggio relativamente poco, e quando c’ero ho fatto altre cosette. Non che io sia stato improduttivo, anzi, quelli di voi che hanno sentito l’ultima puntata di scusa hai un fazzolettino dei braverrimi Nemo e Occhidaorientale sanno bene che qualcosa di terribile l’ho portata a compimento. Ma bando alle ciance. Tempo di bel tempo (che brutto gioco di parole, maremma) e quindi necessariamente, come da convenzione, periodo di rinfrescate, di boccate d’aria fresca e di rinnovamenti, anche qui, su questo blog. Avrete già notato la nuova testata con la mia bella faccia che campeggia là per aria ad osservarvi, mentre girate per queste pagine, bene, quella è la versione sperimentale, diciamo così, del nuovo header che dovrebbe esser pronto per la prossima settimana. Che dite? Vi piace? Non è certo opera mia. Daremo tutti gli onori all’artista, quando sarà completo. Intanto ne approfitto per informarvi cari lettori (che a quanto pare siete pure aumentati, sempre che fetent burner non mi smentisca entro due giorni), che sabato sarò a Milano per il wordcamp, prima esperienza di questo genere per il paz, che conta quindi di esportare le sue cazzate in real life, giusto per non smentirsi mai. Devo dire che sono piacevolmente felice all’idea di poter conoscere di persona tanta bella gente che leggo, che mi legge (ma chi?) e con cui ho avuto occasione di relazionarmi per ora solo via web, ma in maniera ampiamente positiva. Sarà quindi un’occasione, spero, per stringere ulteriormente alcuni rapporti e magari, perché no, di iniziarne di nuovi. Insomma, un week end da cui mi aspetto tutto il meglio possibile, e che già si pregusta interessante già dalla partenza, intesa come viaggio vero e proprio verso Milano.
Ci si rilegge domenica sera gente,sempre che Berlusconi non ci lasci prima, che in quel caso metto tutta la mia professionalità al servizio della rete…

rock’n'roll silvio (ode al cavaliere #1 in Do maggiore)

Oggi è davvero arrivata l’ultima ora. Insomma, da stasera il cavalier Berlusconi diventerà, a tutti gli effetti il presidente di quasi metà degli Italiani, ancora. E allora, il paz, che, come risaputo, è un “vero fan” del cavaliere, scontento della canzone Silvio c’è, che diciamocelo, faceva cagare il cazzo alle tortore morte, ha deciso di riadattare un pezzo degli anni 80, il periodo che, volendo farlo apposta, segna l’inizio della discesa per Berlusconi (ci fosse una volta che scivolando s’è sbucciato il ginocchio) in campo. Non era un campo di papaveri, perchè altrimenti nessuno l’avrebbe visto, che lui è basso basso, che cosa ci vuoi far?

Dicevo, visto che da stasera torna in carica ho deciso di mettere la mani avanti, ovviamente “pulite” per compiacerlo, dedicandogli questo pezzo, ricco tra le altre cose di inserti così che anche voi, inutili profani comunisti, possiate vedere che grande uomo è.

Viva la rivoluzione…ehm, volevo dire, avanti savoia..no, ho sbagliato…vincere e vinc…no, ah si ecco, rialzati italia, che è solo una storta, e che cazzo! Ora ci siamo. Per ragioni di tempo non è che potevo mettermi li a registrare tutto, quindi cliccate sul video se volete, così avete la musica, poi cantate tutti in coro: noi l’abbiamo duro…cosa? Come dice? Ah, son gli altri? E lui che canta? Le romanze con apicella? Ah ok. Va bene. Insomma, musica e testo ci sono, e ricordate gli inserti.

Se il mondo ti confonde, non lo capisci più, se nulla ti soddisfa, ti annoi sempre più
scienziati ed ingegneri hanno inventato già una generazione Politica robot.
C’è questo tipo nano, vedrai ti piacerà, lui suona la chitarra in una rock’n'roll band
è come un Arlecchino ma non si rompe mai, attacchi la corrente, si accende e partirà.
Oooh rock’n'roll silvio, oooh rock’n'roll silvio
io ti amo, io ti cerco, io ti voto, rock’n'roll silvio.
Ha dentro anche un computer e quante cose sa, un terminale video che t’informerà,
lui lavora duro, tu libera sarai, di plastica e di acciaio che non si ferma mai.
C’è questo tipo nano, vedrai ti piacerà, lui suona la chitarra in una rock’n'roll band
ha un cuore di bambino che non si rompe mai, attacchi la corrente vedrai ti partirà.
Oooh rock’n'roll silvio, oooh rock’n'roll silvio
io ti amo, io ti cerco, io ti voto, rock’n'roll silvio.
Bondi play guitar like the ringing bells, baby baby baby baby baby be good
Bondi play guitar like the ringing bells, baby baby baby baby baby baby baby baby.
Oooh rock’n'roll silvio, oooh rock’n'roll silvio
io ti amo, io ti voto, io ti cerco, rock’n'roll silvio

Hiroshima e Nagasaki, la riesumazione della vergogna

8.30 Una mattina come tante. Guardo, perché non posso fare altro che guardare, le foto che dopo 60 anni sono fuoriuscite dalla vergogna. Guardo in silenzio, un silenzio profondo, improvviso come quello che precede di pochi istanti l’ultimo bagliore artificiale prima del buio. Guardo quelle foto, prima di leggere il bel articolo che Vittorio Zucconi scrive sulla Repubblica.it, e capisco che poco è cambiato. Con estrema rassegnazione la mente veloce ripercorre momenti e immagini non troppo lontane dalla memoria collettiva. Quegli ammassi, che siano esangui e riversi in una fossa comune o saldamente indistricabili dal cemento della strada non fanno differenza, ieri e neppure oggi. Sono macchie, mai lavate. La storia ci insegna, ma siamo scolari indisciplinati e poco attenti, troppo arroganti. La storia, ogni tanto, ci riprova, non si dà per vinta e torna, ci manda segnali, riaccende la luce. Quelle immagini potrebbero essere sovrapposte alle stragi dei mercati, nelle guerre fratricide nei balcani, alle mattanze irachene o a quelle cecene, a quelle armene. Insomma, sessanta anni dopo ci viene ricordato, per l’ennesima volta, che cosa voglia dire il delirio, che i morti giusti o ingiusti, sempre che ce ne siano, rimangono sempre morti, sulla nostra coscienza, sulle nostre ragioni, flebili.
Hiroshima e Nagasaki non sono state un sogno, e si ripropongono nel loro folle delirio, giorno dopo giorno, sparse qui e la per il pianeta, vuoi con modalità diverse, ma con uguale tragico risultato.
L’America oggi discute, dopo la riesumazione, non di semplici dieci foto, ma di 250 mila morti. Quelli seguiti, nell’immediato, al bombardamento atomico, i primi.
Concludo con un estratto dell’articolo:

Sospetto, per quel poco che so del Giappone, che se quelle fascine di corpi fissate sulle nuove foto emerse da Hiroshima potessero miracolosamente alzarsi e parlare, ci chiederebbero scusa per l’imbarazzo che suscitano in noi che li guardiamo. “Suimasèn, suimasèn”, scusate, perdonate, come le madri che si lanciavano singhiozzando con i figli stretti in braccio dallo scoglio dell’isola di Saipan, per sfuggire all’umiliazione della cattura e farsi perdonare dall’imperatore.

Italian History X violenze e ingiustizie quotidiane

L’Italia delle teste di cazzo e del non mi ricordo mica più da dove provengo, ma che bella settimana.
Direi che non posso andarci delicato, non si può non avere il desiderio di prendere quei cinque pischelli, chiuderli in una stanza e dargli giù una rotta di botte che non se la scordano più. Perché ad esempio non chiamate due o tre di quei poliziotti che agirono alla Diaz? Sono sicuro che saprebbero il fatto loro. Resta comunque una voglia che sopprimo, perchè abbassarsi a livello della cacca non vale la pena, non è logico. Non ci sono dietro, dicono per ora, motivazioni politiche, il che vuol dire che queste deiezioni della società hanno deliberatamente ucciso per una sigaretta, per un rifiuto, insomma per il gusto di farlo. E non venite a dirmi che non volevano deliberatamente uccidere, non venite a dirmi sta stronzata. Queste bestie putride (chiunque sia stato, visto che la certezza della colpevolezza di tutti e cinque non è ancora chiara, è chiaro però che non si è spaccato la testa da solo, concordiamo tutti no?) hanno agito in maniera violenta usando la sigaretta come pretesto, mi par chiaro, perché io se uno mi rifiuta una sigaretta non lo riempio di botte. Poi, non venite a dirmi nemmeno che il fatto di dichiararsi naziskin non centri con l’accaduto, perché il solo fatto di riconoscersi in questa “ideologia” li predispone di pensiero all’uso della violenza. Non raccontiamoci boiate. Non si parla di gente che porta i malati nei santuari qui.
Poi veniamo a Fini, che insomma, anche lui ci mette del suo. D’accordo nel denunciare, criticare e mettersi fuori e lontani dall’antisionismo, che sia di destra o di sinistra, ma non mi si dica che è più grave bruciare una bandiera rispetto al pestaggio di un ragazzo che per giunta poi è praticamente morto. Non me lo dica Fini. Io apprezzo il cambio di direzione che lei ha preso, da persona di sinistra ho piacevolmente preso le sue dichiarazioni in cui si discostava nettamente da una certa storia passata e che, oggi, non può certo rappresentare le idee di una classe politica che governa un paese come l’Italia nel 2008, in europa. Concordo pienamente con la mala sanità delle ideologie radicali e violente, schifo senza problemi chi brucia una qualsiasi bandiera, e chi oggi inneggia ancora all’antisionismo, ma non accetto che si faccia una classifica dei fatti, non accetto che una vicenda del genere, così tragica e insensata, venga da lei definita meno rilevante. È uno schiaffo alla decenza, alla dignità, alla moralità e all’intelligenza. E lei è senza dubbio uomo intelligente.
C’è chi continua a dire che il pericolo viene dall’est, c’è chi continua a dirci di guardare all’orizzonte, fuori della finestra, di stare in guardia, ma come nel film the village, si finisce per scoprire che quello che pensavamo essere un pericolo nascosto, a noi sconosciuto, esterno, è in realtà tra noi, è già qui, che cova, che si muove, senza bisogno di andarlo a cercare altrove. Invece di guardare sempre di fuori sarebbe il caso di fermarsi a guardare dentro, prima che dilaghi. Episodi come quello riportato in questo VIDEO non lasciano presagire nulla di buono per il futuro. Se si continua a istigare alla violenza, dai palchi torinesi, dagli scrani della politica, dagli studi della tv, non si farà altro che giustificare, fomentare, rendere lecite azioni, comportamenti(anche oggi vedi il caro dottor Marcelletti) che poi saranno anche sorretti dall’esempio costante di impunità che vige in Italia, e che coccola sia il politico corrotto, quanto l’autista omicida, tanto il mafioso, quanto il brigatista, passando per i poliziotti pestatori e via dicendo. Pensiamoci.

Veltroni Dynamite

Stamattina mi sono alzato ripensando alla chiusura della campagna elettorale. Agli ultimi momenti di flebile speranza, che, nonostante l’aria rendesse la tragedia imminente, hanno continuato ad aleggiare negli animi dei sostenitori più incalliti, quelli dello zoccolo duro, quelli che per intenderci, lo zoccolo nei maroni lo hanno sentito bene, affermazione più che concreta di una realtà ormai ineluttabile. Eccome!
Mentre pensavo a tutto ciò, coi capelli irti e la nebbia della prima paglia mattutina che li attorniava, mi è venuta in mente una delle ultime sequenze di un film, secondo me geniale e che ho avuto occasione di vedere in una notte insonne non troppo tempo fa. Il pensiero che poi, inevitabilmente, si è consolidato a necessaria domanda nel mio cervello è stato: Ma questo non si poteva fare?
Sicuramente, penso io, avrebbe riscosso molto più successo di tutta quella sfilza di veramente importanti persone. Ma erano poi persone importanti Veramente? Voglio dire; avrebbero dato un valore aggiunto? Avrebbero portato un contributo pratico, di pensiero? Era il trenta ore per la vita, del PD!
In tutto questo travaglio cerebrale mattutino non ho trovato cosa più logica da fare che sedermi sul cesso con la paglia, e ricordarmi che più tardi avrei postato il tutto. Rimanevano comunque domande senza risposta poste su un qualcosa che non aveva ancora identità. Vote for Pedro, che è meglio!

Quando il sonno avanza il blogger gli cede il passo

Stanco, stanchissimo. Nottata in bianco. Stavo scrivendo un post stupendo, ma ovviamente l’ispirazione è sparita, il post è rimasto a metà, le mie occhiaie invece sono grandi come meloni. Ho le visioni, sento le voci, ho registrato le voci, non quelle che sentivo, le mie. Voglio che lo stato mi devolga il 5X1000, vorrei uno spritz ma non posso averlo, non ora. A pensarci bene vorrei anche fare un giretto per blog, ma sinceramente non ne ho assolutamente voglia. Magari più tardi. Non sto twettando, non sto socializzando, insomma, non sto facendo nulla di quello che ci si dovrebbe aspettare da un blogger serio. Ma perdonatemi se potete. Come se non bastasse, e qui esce tutto il mio attuale dramma, ho finito il tabacco, non ho sigarette, e prima che i rifornimenti arrivino passerà ancora qualche ora. Ecco, no, volevo solo dire queste quattro stronzate. Fine!

Sulla dichiarazione dei redditi

Il fatto è che sulla polemica che ha coinvolto Visco c’è ben poco da dire.
Il problema è sempre lo stesso, di dichiarazioni ce ne sono anche troppe, quelli che mancano invece sono proprio i redditi di noi Italiani.

pensiero delle 4.16

E poi ti accorgi un bel giorno che c’è il mondo attorno a te

Sgarbi, Travaglio, Grillo, Biagi e l’informazione in Italia

Mi capita oggi di vedere questo frammento preso da annozero, dove l’assessore alla “cultura” di Milano, il signor mi apra la porta del museo che io sono io sgarbi, da in escandescenza quando Travaglio riafferma che Biagi è stato Cacciato. Sinceramente sono rimasto allibito. Questa è la seconda parte di un filmato più lungo, suddiviso in tre parti, che ho trovato su youtube. I toni usati sono scandalosi. Sgarbi, che reputo persona intelligente, non mi piace, mai piaciuto, e sinceramente trovo diseducativo il suo comportamento, sopratutto nel contesto in cui si svolge. Sopratutto se questo è l’assessore alla cultura di una città come Milano. Vergogna, per l’ennesima volta.

parte uno

parte tre

Consiglio comunque di guardare tutti e tre i video per avere una visione complessiva dell’accaduto.

Rimane in ogni caso la domanda, al di fuori delle incazzature di Sgarbi, e cioè come sia messa oggi l’informazione nel nostro paese. Voi, eventualmente cosa ne pensate?

Tra arrosticini e wordcamp, buon primo maggio!

Oggi mi aspetta una bella grigliatona a casa di Giuditta, sperando nel bel tempo a colpo sicuro vado certo di trovare un sacco di bella gente, i vecchi amici, quelli che vedo sempre e quelli che non vedo da un pò di tempo. Sicuro tanto spasso e cazzate in libertà, tante risate e un bel momento per stare con l’animo in pace senza pensare sempre ai problemi, insomma un primo maggio coi fiocchi, di quelli che ogni tanto ci vuole, così come ogni tanto ci vuole di staccare dalla blogsfera, anche se per poco. E questo sembra essere un periodo tutto sommato piacevole e inaspettato, sia per i ponti in sequenza, che anche quello passato me lo sono degnamente goduto, sia per alcuni rapporti che si stanno saldando a dovere, tanta bella gente conosciuta e tanta altra da conoscere, se non altro meglio, e l’occasione certo sarà il wordcamp Milanese al quale dovrei, quasi certamente partecipare. Un pò per la curiosità della prima volta, un pò perchè c’è gente che la mi aspetta, non è vero? Un pò perchè il tutto, dal viaggio in poi, come sempre in questi casi, riserva già in partenza interrogativi che si prospettano spassosi, on the road o on the rail, insomma chi vivrà vedrà come si dice in questi casi. Buon primo maggio a tutti voi o lettori di questo blog abitudinari e anche a voi, lettori erranti. Ci si ritrova tra un paio di giorni!

vi aggiungo un detto giusto giusto per la giornata di oggi:

COME DISSE IL SAGGIO, FAMMI UNA SEGA IL PRIMO DI MAGGIO.

sono conscio della volgarità, ma questo è!


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