#UnioniCivili: un fatto storico

12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n

Renzi ha detto che l’accordo sulle Unioni Civili è un fatto storico.

Può essere, se per storico intendiamo l’approvazione di un accordo che certo porta dei diritti che prima non c’erano ma che comunque è mozzato e tende a mantenere ancora categorie tra i cittadini (alcuni hanno più diritti di altri). E’ vero, prima non c’era nulla e ora ci sarà qualcosa, è un ulteriore mattoncino nella costruzione ancora molto scarna dei diritti nel nostro paese. Si poteva fare di più? Forse sì, forse no. Di certo storico è il ritardo con cui ci siamo mossi, e non troppo bene, sulla linea della storia in materia di diritti.

Storico è, e così sarà ricordato, il dibattito politico sul tema. Un dibattito assolutamente non all’altezza per un paese democratico nel 2016 e che ha evidenziato ancora una volta come una parte della classe politica sia semplicemente uscita fuori da un libro di Eco sul Medioevo, periodo storico a cui è rimasta probabilmente ferma e in cui alle prossime elezioni andrebbe ricacciata a calci nel sedere. Storico è anche il puerile ostruzionismo, assolutamente non contestualizzato, a cui abbiamo assistito. Roba da mettersi le mani nei capelli e chiamare la maestra.

Storica è l’occasione persa dal Movimento 5 Stelle, che poteva lasciare un segno e invece con i suoi giochetti ha permesso lo stralcio di una parte del disegno.

Storica (e agghiacciante) è pure l’esultanza del ministro dell’interno del governo che ha disegnato e portato avanti la legge sulle Unioni Civili perché è stata «impedita rivoluzione contro natura», ovviamente grazie al ricatto di quelle menti medievali di cui scrivevo prima.

Storica è anche la spiacevole sensazione di aver perso un’ occasione, o di averla afferrata solo metà ,come spesso accade da noi dove i bicchieri ci arrivano sempre a metà. Che poi li vediate mezzi pieni o mezzi vuoti dipende molto dal punto in cui ponete il vostro pensiero sulla “mappa”, ma sono da sempre elemento fondante e imprescindibile.

In definitiva Renzi ha ragione, è un fatto storico. Rimane da vedere per quale dei tanti motivi sarà ricordato come tale.

Matrimonio Gay, qui America qui Italia

Ieri l’apertura di Obama sui matrimoni Gay, apertura forse trainata dalla simile dichiarazione del suo vice, Joe Biden, qualche giorno prima, e certamente ben calibrata in previsione della campagna elettorale per le presidenziali 2013. L’apertura di Obama non può incidere a livello costituzionale dal momento che l’America ha una organizzazione federale e ogni stato decide internamente quali regole adottare, però è già qualcosa se a fare quell’affermazione è il presidente degli Stati Uniti. Purtroppo se dall’altra parte dell’oceano il primo presidente Afroamericano apre almeno idealmente alle nozze Gay, da questa parte geolocalizzandoci in Italia dobbiamo fare ancora molta strada.

Molti muri sono ancora da abbattere in un paese dove la sinistra fatica ancora a spingersi con decisione su questo terreno e gli esponenti della destra sono ancora vincolati a un pensiero medievale che costringe a scendere in piazza per rivendicare il diritto neanche al matrimonio ma ad un bacio.