La Cei e l’equità

La CEI (Conferenza episcopale Italiana), tramite Mons. Giancarlo Bregantini  ha fatto sapere che, pur trovando necessarie le misure della manovra Salva Italia, queste avrebbero dovuto essere più eque:

La manovra del governo Monti era necessaria ma poteva essere più equa, si è fatto ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora più equanimi

Va là che ve la siete sfangata anche questa volta, con l’ICI.

La scuola in croce

crocifissoIo sono andato dalle suorine a scuola, altro che crocifisso, ma non è che abbia mai fatto più di tanto caso ai simboli religiosi. Sono dell’idea che uno, se vuole, nella sua cameretta, può intimamente pregare chi vuole. Così come può farlo nei luoghi preposti, ammesso che ci siano. Ma questo è un altro discorso. Io sarei addirittura per le quote, ogni tre chiese almeno altri due luoghi di culto per differenti religioni. In classe, posso assicurare, nella mia tutto sommato recente carriera di studente, il crocifisso non se lo è mai degnato di uno sguardo nessuno, se non in caso di atti puramente goliardici, carta igenica, gessettate e via dicendo. Che quindi ci sia o meno, allo studente, non cambia nulla, forse nemmeno se ne accorge. In caso contrario c’è la scuola privata cattolica e tanti saluti. Ecco, più che menarsela coi crocifissi, pensiamo a cosa sarà della scuola nei prossimi anni, ai computer, alle cartine e al materiale didattico necessario in una classe (tra cui il riscaldamento in certi casi). Quelli si, spesso mancano ancora oggi. Credo, e forse sbaglio, che la questione crocifisso sia puramente una battaglia simbolica tra poteri certo più in alto dello studente e della sua famiglia che possono o meno trarne beneficio. Ogni volta che sento parlare di questo argomento penso che, senza offesa per il bambinello gesù, l’unica cosa veramente in croce oggi sia proprio la scuola, che si cerca di svendere per trenta denari al miglior offerente. Altro che crocifisso e monte degli ulivi. Ci son cose ben più urgenti oggi di cui preoccuparsi.