Il movimento 5 stelle che sta alla finestra e lancia sassi

Peccato. Peccato perché quando la truppa dei 5 stelle è approdata in parlamento ho pensato che avrebbero potuto innescare una spinta, portare un contributo alla sonnolenta politica italiana. Avevano i numeri dalla loro parte. Avrebbero potuto, pur mantenendosi in una posizione di opposizione, contribuire al processo politico. Invece hanno preferito barricarsi dentro il loro fortino, rispedendo al mittente qualunque segnale di apertura nei loro confronti. Senza mai immischiarsi realmente, nascondendosi dietro il vessillo di una qualche sorta di purezza. Noi siamo diversi. Noi non scendiamo a compromessi, hanno detto. Hanno finito per inasprire la loro strategia, si sono incattiviti, hanno espulso chi dissentiva, puntato il dito inquisitore contro chiunque non la pensasse come loro. Hanno occupato commissioni, bloccato lavori, offeso alcune parlamentari, attaccato presidenti di camera e senato fino al presidente della Repubblica, finendo per veicolare un messaggio che poi è stato esasperato da una parte dei loro sostenitori.

Sono riusciti ad avvelenare ancora di più un clima già tesissimo. Ma la cosa peggiore è che in tutte le occasioni in cui la misura ha superato il limite (negli ultimi giorni i casi Boldrini e Augias, o andando indietro di qualche settimana il caso Oppo) i vertici del movimento, cioè quelli che hanno realmente potere, il megafono insomma, non hanno messo la stessa forza che impiegano quando attaccano, nel dissociarsi, nel frenare e condannare quelle azioni. Quella che a conti fatti appare come una sorta di implicita benedizione o comunque un alto grado di tolleranza ad un clima che poi torna sempre utile al movimento. Un clima che sfocia in risse al parlamento, in offese alle istituzioni, ai media, in libri bruciati e via dicendo.

Se per anni Grillo ha criticato i toni e i modi di una certa politica, soprattutto nell’area di centro destra, oggi invece lui e il suo movimento li riassumono tutti. In alcuni casi estremizzandoli, ma senza mai sporcarsi le mani all’interno di un dibattito e di un confronto politico con le altre forze. Il movimento 5 stelle è oggi quello che sta alla finestra e lancia sassi sulla folla per poi nascondersi aspettando che questa si azzuffi, attendendo il momento giusto per raccogliere quel che di utile rimane sul campo di battaglia. Il movimento oggi non fa politica, fa guerriglia psicologica e non solo. Gioca con un fuoco che rischia di bruciare tutti, pure quelli che lo hanno votato.

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