La nutria a margine dell’argine

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A margine dell’argine, con la falla sul Secchia che in queste ore è stata tamponata (per ripristinarla totalmente credo ci vorrà ancora parecchio tempo) e con la conta enorme dei danni ancora da iniziare, fa riflettere la velocità con cui la colpa è stata scaricata su Nutrie e animali vari colpevoli, secondo glli esperti, di aver indebolito le sponde del fiume con i loro tunnel e tane. Ora, il sistema fluviale della pianura padana è vasto e complesso. Non è una novità, non sono una novità eventi di questo tipo come non è una novità la presenza degli animali lungo le sue sponde. Sono tutti elementi noti. Non si può cadere dalle nuvole. Altrettanto non si può, in tutta fretta e furia, addossare la responsabilità su un animale. Partendo da questi fattori mi chiedo allora perché chi dovrebbe monitorare il sistema fiumi e lavorare per la sua integrità sia stato sorpreso con le braghe calate. E infatti il dito puntato contro il simpatico topone castoro e i suoi amici pelosi non regge, tanto che la procura ha aperto un’inchiesta per determinare se ci siano responsabilità. Passo sul Secchia quasi tutti i giorni durante tutto l’anno, così come sul Panaro, e guardando giù, lungo gli argini mi son spesso detto: quel punto andrebbe pulito. Quelle erbacce forse andrebbero tolte. Penso anche molti di voi abbiamo posto nel loro cervello le stesse perplessità. E in parecchi si sono lamentati, hanno segnalato. Vai in un qualsiasi paese della zona e l’argomento esce una volta ogni dieci discorsi. Ci si campa sui fiumi da queste parti. Poi c’è la questione delle casse di espansione (sia del Secchia che del Panaro), del loro stato, dei controlli, collaudi o meno che vengono (o non vengono fatti) e che poi in un modo o nell’altro finiscono per incidere. Ci sono agenzie, come nutria-big-beta-2l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che sarebbe il vecchio Magistrato del PO,  a cui spetta il monitoraggio e soprattutto la manutenzione, tra cui quella del fiume Secchia, in quanto, da quel che so, i comuni non possono effettuare nessun intervento sulle arginature dei fiumi, figuriamoci i privati cittadini. Possiamo aggiungere l’inquinamento e la sporcizia di una zona parecchio industrializzata come la pianura, che finiscono nei fiumi destabilizzandone l’integrità (e questa è anche colpa nostra, non solo delle agenzie preposte). Poi c’è la politica, che, non per fare facili populismi, ma è peggio di un qualunque esercito di nutrie quando si tratta di minare il territorio su cui viviamo. Insomma, la catena delle responsabilità è lunga, e alla fine potenzialmente coinvolge tutti. E un po’ tutti dovremmo assumercele. La nutria però, davvero, non si meritava tutto questo.

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