Di Silvio a Servizio Pubblico

La sovraesposizione mediatica del cavaliere nelle ultime settimane è qualcosa che personalmente mi ha già portato al limite sopportabile. Abbastanza per i prossimi 5 anni almeno. Di Santoro e amici invece qua e là avevo già scritto. La sua formula ha smesso di piacermi parecchio tempo fa. Sarà una questione di gusti, sicuramente. Onore al merito, inizialmente, per aver tentato una nuova formula che però ora (e già da prima del suo approdo su La7) mi risulta stantia, poco ficcante e pesante da seguire. Qualcosa che rasenta di più un altare all’ego che altro. Un ricordo di qualcosa che era (o poteva essere), arrangiata con vecchi protagonisti, sempre quelli. Così penso che stasera guardare Servizio Pubblico sarà come tornare bambini, quando ti portavano al circo. Tra clown, equilibristi e qualche animale ormai troppo vecchio e rincoglionito dalla cattività per incutere timore.

Poi Santoro magari mi smentirà. Lo spero. Ma la sensazione è quella.

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