Mai incrociare i flussi

Non ho ben capito, guardando l’ultima puntata di Porta a Porta, se quello che fu il principale schieramento a noi avverso esiste ancora. Non ho capito chi sia il reggente di quello che un tempo era spacciato per il villaggio politico delle meraviglie (per chi credeva nelle favole di plastica), e che ora si ritrova smascherato nella sua vera veste di decadente storiella di serie z. Si, come quelle che tanto amava raccontare il signor B.

Non ho nemmeno capito se ci sia qualcuno a governarlo, oppure se qualcuno sia riuscito a toccare il muro lanciando il fatidico libera tutti, o stella comanda colore. Fate voi. Ero, sinceramente, rimasto alle primarie indette per il 16 dicembre. Ora invece, a guardarli, pare che qualcuno abbia incrociato i flussi. Eppure è un regola che anche i bambini, quelli più giovani di me, conoscono. Mai incrociare i flussi.

Quello che invece ho capito è che questa volta possiamo perdere solo da soli. Una cosa del tipo Schumacher ai tempi d’oro, primo al comando che frena scende e si sgonfia da lui le gomme della monoposto a un metro dalla bandiera a scacchi.

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