Di #primarie e altre storie, per un Tabacci in corsa c’è un Vendola in forse

Il PD va alle primarie, anzi ci sta già andando (i suoi elettori ancora non si sa, quelli di casapound invece si). Con qualche pestata di piedi  tra renziani e bersaniani e i soliti inghippi da regolamento, voluti o meno, che in corsa ora si cerca di risolvere. Oggi persino Tabacci ha raccolto tutte le firme per concorrere. Ma per un Tabacci che arriva c’è un Vendola che  forse, dipenderà dal verdetto, se ne va.

E a me questo fa sorgere una bella domanda: se il 31 ottobre Vendola dovesse ritirarsi, in caso di verdetto a sfavore, cosa cambierebbe negli equilibri della coalizione di centro sinistra formata da PD, SEL e PSI? Perché una Sinistra ecologia e libertà senza Vendola non è la stessa cosa. Certo, da un lato farebbe sogghignare certi detrattori del governatore della puglia, interni alla colazione. Ma dall’altro il partito dell’ex RFC sarebbe in grado di mantenere la sua appetibilità intercettando i voti necessari?

In caso di colpevolezza il suo gesto di ritirarsi (visti i tempi) non può che giovargli all’immagine, ma a quel punto nonostante i sondaggi diano in vantaggio il PD e la coalizione, la faccenda potrebbe rischiare di creare qualche danno. Con questa legge elettorale e dati alla mano il centrosinistra potrebbe per paradosso avere gioco facile, ma rimane sempre il dubbio sul senato.

Dopo il fallimento della foto di Vasto, messa in piedi la nuova coalizione e visti i tempi ormai risicati, con una riforma della legge elettorale che quasi tutti ormai si immaginano nella prossima legislatura, non ci sarà molto spazio di manovra per ulteriori cambiamenti. Sull’altro fronte invece, quello di centro destra, l’unto dal signore, Berlusconi, ha detto che non scenderà in campo e ha di fatto aperto alle primarie nel PDL (attorno al 16 dicembre, si dice).

Ora, escludendo la Santanché che è partita in tromba, molti si aspettano una ressa di possibili candidati degna dei baccelloni del film l’invasione degli ultra corpi, il tutto ovviamente correlato da mazzate e spintoni (avete presente le vecchiette alla coop quando ci sono le offerte?). Ancora non ci sono nomi certi sui candidati, ma solo suggestioni, e resta da capire se il partito fondato dal Cav. sarà in grado di superare indenne una prova come quella delle primarie visto il ventennio passato con l’uomo solo e incontestato al comando.

In ultimo annotiamo in un angolino appena defilato l’attuale premier tecnico, Monti che ancora non si capisce bene quale carta giocherà. Non ci resta che aspettare e vedere, sempre che il momento di votare non ci trovi già saturi e nauseati. Una cosa è certa però, in queste battaglie, le primarie prima e le politiche dopo, la politica si giocherà l’ultima carta a disposizione per salvarsi la faccia davanti al paese.

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