La fine del mondo (post che sembra serio ma non lo è)

Questa mattina alle 8.55 mi ero già sorbito due bus e un treno e ancora mi aspettavano 20 minuti di attesa più venti minuti di corriera. Se a questo aggiungiamo che è pure lunedì allora la somma viene naturale. Mi sono seduto sulla panchina in autostazione aspettando che il tabellone sulla corsia segnasse la mia corriera quando mi si avvicina un tizio bassoccio. Un tipo con gli occhiali da sole, calvo e con l’alito che sapeva di mentina dozzinale. Ma più che altro era un uomo con il borsello, e per esperienza so che quando un uomo col borsello incontra uno senza quello senza se non lesto da li a poco sarà costretto a sorbirsi un discorso contorto su una qualche visione teologica distorta.

Posso rubarti due minuti, mi chiede. E’ in quel momento che con il mio ingenuo Si mi sono fottuto da solo. Esordisce con un “hai sentito parlare della fine del mondo?”. Eccalà, Lunedì mattina e mi sto facendo intortare da uno psicopatico alla stazione dei bus. Si, rispondo io. E cosa ne pensi, mi chiede. Che prima o poi arriva per tutti, rispondo io. A quel punto comincia una tiritera chiedendomi se secondo me non ci sono segnali, se per me l’uomo non sia (la faccio sintetica) prossimo alla fine se continua così, che le cose vanno a rotoli, tutto va a rotoli etc. Faccio l’errore di dire che tutto sommato prima o poi è nell’ordine delle cose un termine. O meglio, qualcosa rimane, altro no. Semplice selezione, evoluzione o quello che è. Errore, madornale errore perché a quel punto il basso ometto calvo e psicopatico mi chiede se io sia evoluzionista. Capendo dove vuole andare a parare ribatto che non credo di principio ad un intervento divino di cui peraltro non c’è prova tangibile a differenza di quelle scientifiche. Postulo: big bang, brodaglia, organismi unicellulari (balzo) dinosauri, meteorite e tutto quel che ne consegue fino a noi. E’ a quel punto che il basso ometto calvo e psicopatico comincia a esporre le sue tesi: in primis sostenendo che le teorie evolutive, scientifiche, i reperti, le datazioni, anni e anni di ricerca etc etc sono false o in parte false, continuando con la negazione della veridicità scientifica dallo Sahelanthropus tchadensis fino più o meno all’ Homo heidelbergensis (in pratica mi ha dato valido solo l’Homo Sapiens, e te pare). Insomma, per lui l’evoluzione è frutto di un disegno intelligente, di un progettista intelligente. La natura è intelligente dico io. Prima o poi trova la sua strada. Ecco, vedi fa lui: e come fa ad essere intelligente senza una mente che la governi? Il suo esempio è quello di un frullatore scomposto: se ne metti tutti i pezzi su un tavolo mica si ricompone da solo. Eh grazie al cazzo. Ma è nel gran finale che regala, perché a quel punto io non voglio darla vinta e, come se non bastasse, la mia corriera è posticipata di almeno 50 minuti (non bestemmio se no gli regalo un appiglio facile). Costui prima di tutto comincia a vaneggiare sulle forze universali (i fisici qui, tutti, anche quelli vivi, si son rivoltati nella tomba) poi sulla mia osservazione che l’estinzione o comunque una purga di quelle toste è comunque ciclica sulla terra, quasi fisiologica, almeno probablistica (vedi i dinosauri), prima sottolinea i dinosauri come esseri umani che si sono estinti (confusione mentale allo stato brado proprio) poi mi tocca Newton spacciandolo quasi per un teologo e posizionandolo storicamente nel 1800. E’ la fine del mondo, almeno per quanto riguarda la nostra conversazione. Quando tenta l’ultimo affondo chiedendomi ancora come secondo me in altro modo si possa essere formata vita intelligente se non per disegno di mano divina mi gioco le ultime due cartucce nella mia pistola tentando un azzardo alla Tony Hawk: ah beh chiaro faccio, o accettiamo la teoria classica altrimenti passiamo alla panspermia, in ultima analisi direi che quella di una Panspermia guidata potrebbe essere una variante assai stuzzicante ( per i profani tale teoria dice che la produzione di un sistema molecolare vivente deve essere stato un evento molto raro nell’universo e che tuttavia una volta posto in essere esso possa essere stato diffuso da un forma di vita intelligente attraverso una tecnologia che consenta viaggi nello spazio).

Si zittisce, devo aver tirato un bestemmione grosso l’olimpo intero. A quel punto pone mano al borsello e dice: senti, siamo partiti dalla fine del mondo, vorrei farti leggere un opuscoletto. Non sono come schiodarlo, manco gli alieni sono serviti. Poi un blip, ma certo l’iphone..colgo al balzo i biip di un paio di retweet spacciandoli per una telefonata disarcionando l’ometto antievoluzionista. Eccolo, beffato dalla tecnologia frutto dell’ingegno e dell’evoluzione umana.

Apro twitter e uno dei primi link che mi appare sulla dash porta questo titolo: L’evoluzione è falsificabile!
Sto zitto, testa bassa e salgo sulla corriera che nel frattempo è arrivata.  Dopotutto il 21 dicembre 2012 non è così lontano.

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