Responsabilità politiche

In Italia alla fine di un percorso giudiziario si arriva sempre con qualche mancanza non da poco, i “mandanti” talvolta, i responsabili politici altre. Quelli che al vertice di tutto decidono che i fatti dovranno andare così o che dovrebbero fare in modo che così non vada (perché il loro ruolo lo impone), e la manovalanza poi esegue.

Ne abbiamo esempi, anche diversi tra loro, per responsabilità, ma la formula è più o meno sempre uguale. Nelle settimane scorse sono uscite le due sentenze di cassazione riguardanti i fatti del G8 di Genova, da una parte la prima che doveva mettere voce sulle responsabilità delle forze dell’ordine, dall’altra quella che avrebbe dato sentenza su quelli che nello scontro stavano dal lato opposto, i 10 manifestanti (che non erano solo 10 ma 10 per tutti evidentemente va bene).

E’ andata come è andata, le prendiamo così. Sui fatti della Diaz e Bolazaneto abbiamo visto accusare e condannare gli artefici materiali di quella che è stata definita macelleria messicana (anche se poi il reato è caduto prescritto), abbiamo visto condannare i vertici al comando di quella manovalanza ma, c’è un ma, in tutto quello che è successo: c’era una rappresentanza politica al governo in quel momento, una rappresentanza che in quanto tale dovrebbe aver avuto delle responsabilità, se non altro (per non voler andare a fare della dietrologia) istituzionali.

Quelli, insomma, che avrebbero dovuto monitorare affinché quel che è successo non accadesse. Questi signori avrebbero dovuto rispondere di quei fatti, perché in questo sta anche il loro ruolo: risponderne. La stessa domanda se la sono posta Ridet su Le Monde e Braun su Die Tageszeitung nei giorni scorsi. Ma durante tutto l’iter queste figure sono velocemente scivolati fuori dal cono dei riflettori che avrebbero dovuto evidenziarne le responsabilità, almeno politiche, almeno.

A leggerla così, tutta la storia, sembra che ad un bel momento in una situazione particolare come un vertice internazionale, le forze dell’ordine abbiano capovolto il loro ruolo che dovrebbe essere subordinato al governo. Ecco, a leggerla così ci sarebbe da intendere qualcosa di ancora più buio e tragico di quel che magari non è, ma che senza una precisa volontà di fare luce sulle responsabilità anche politiche lascia il tutto, come sempre, pittato non di bianco o nero ma di grigio.

(questo post è stato scritto per e  pubblicato su intervistato.com il 19 luglio 2012)

 

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