Limitiamoci a chiamarla disperazione

Sto ascoltando la rassegna stampa con le prime pagine. Questa mattina molti giornali nelle loro versioni cartacee apriranno con la storia dell’imprenditore che si è barricato all’agenzia delle entrate negli uffici di Romano di Lombardia tenendo in ostaggio un dipendente. Nei titoli le parole più usate sono follia, pazzia, addirittura Kamikaze. Quasi nessuno userà il termine forse più adatto: disperazione. E intanto nella giornata di ieri si devo sommare altri tre suicidi alla già lunga lista.

UPDATE: Appunto, lo scrivevo qui sopra ieri. Ora le parole delle vedove delle vittime della crisi dicono: i nostri mariti non erano folli o pazzi, ma disperati.

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