Occupy Wall Street, americano nell’anima

Anche se se ne stente parlare meno (in TV ormai più) il movimento Occupy Wall Street non si è dissolto nel nulla. In primis perché le sue motivazioni vivono nella pancia di molti americani, in secondo luogo perché con e tra gli americani è stato in grado di aprire una “conversazione” e per queste ragioni, per essere, non per forza necessità di un presidio permanente per le strade e nelle piazze d’America. Continua a proliferare nelle coscienze, nelle menti di quella fetta di popolazione, quel 99%, che nel movimento ha intercettato le medesime urgenze. Non è quindi morto, ma continua a permeare una buona fetta della popolazione, e con gli Stati Uniti in piena corsa, ora, con le primarie Repubblicane e in attesa delle presidenziali la sua marcia non è certo finita, ne sentiremo ancora parlare nelle ribalte mediatiche. Per approfondire il tema vi invito a seguire la serie di interviste, che parte oggi ed frutto della collaborazione tra Istant (di Luca Alagna) e Intervistato. La prima video intervista vede protagonista Andrea Salvadore (regista, autore e documentarista) che, dalla posizione privilegiata di chi abita a New York,  parla di questo movimento  profondamente americano. Buona visione.

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