Il mio 2011 tra relazioni e persone, Elii, camp, indigeni e tanto altro

Ho pensato a lungo, giungendo alla conclusione che forse la parola che più ha rispecchiato questo 2011 per quanto mi riguarda è stata RELAZIONE (e Persone, ovviamente). Non lo dico con l’intento di piazzare lì una parola che ultimamente va molto di moda. Lo dico con cognizione di causa, sentitamente. Questo è il classico post in cui si tirano le somme, e se di somme devo parlare allora è quella la direzione in cui mi sento di guardare. I dodici mesi passati si sono dunque sviluppati sulle e grazie alle relazioni create, quelle rafforzate e quelle ricostruite perché andate perdute, in nome di un’overload in cui spesso veniamo risucchiati nell’era dei socialnetwork, dove la tentazione è quella di parlare a tutti finendo per non parlare con nessuno.

Nel 2010 il mio contributo alla creazione di un evento aveva portato alla successiva creazione di relazioni, appunto, con i ragazzi di Saidmade. Nel 2011 investire sul rafforzamento di questa mi ha condotto (assieme a loro, a Moka, Bunker e in fine a Pongo films, o meglio assieme alle persone che animano queste realtà) all’avventura di Knowcamp e alla successiva esperienza professionale, grazie a Saidmade, in Hukapan seguendo Elio e le Storie Tese (e qui in fatto di umanità non posso non ringraziare Civas (Cesareo) e Faso sempre disponibilissimi nel periodo che mi ha visto li, oltre ovviamente al buon Bonardi, a Daniele e Marco miei compagni di peripezie e supporto psicologico nell’aventura con gli Elii). E siccome credo fermamente, forse per mio idealismo, che nonostante tutto la relazione lavorativa non debba mai in alcun caso prevalere su quella umana, qual’ora queste due si trovino a viaggiare sul medesimo binario, anche dopo la fine del rapporto professionale con Saidmade la volontà da entrambe le parti di preservare quest’ultima ha permesso di mettere in cantiere e portare in scena una seconda edizione di Knowcamp. Se questa conclusione abbia portato qualche cosa dal punto di vista professionale ancora non lo so. Certo mi ha permesso di creare altre relazioni, non molte, ma mirate e stimolanti. Da quel contesto è poi nata anche una bella amicizia con un’altra persona, Nadia Plasti, che si è prima sviluppata nella vita reale lavorando assieme sul virtuale. Se non fosse stato per lei non mi sarei mai ritrovato alla serata milanese di indigeni digitali dove poi ho conosciuto Jacopo Paoletti, tanto per tirare in ballo nuove relazioni stimolanti, rivisto Maria Petrescu e Cristina Simone per tirarne in ballo alcune già costruite. Insomma, un percorso inverso rispetto a quello che mi ha portato a quel gruppo eccezionale e folle che sono i SocialEroi, dentro cui sono stato trascinato prima nella rete ma che poi dopo breve tempo ho avuto modo di trasportare nella vita reale. Insomma, persone e non nickname o avatar. Ecco, questo non vuole essere un post pieno di link per un qualche desiderio di ipershare, solamente mi piaceva l’idea di sottolineare, ancora una volta e se mai ce ne fosse stato ancora il bisogno, quello che considero il vero valore di questo immenso baraccone che si chiama web: le relazioni, o meglio le persone, fatte di carne e sangue con cui ci relazioniamo, o meglio ancora, quelle relazioni tra persone fatte di carne e sangue che a volte con grande volontà, sforzi logistici, salti iperbolici, madonne e trenitalia, riusciamo a trasportare nella vita reale. Perché alla fine di tutto un sorriso regalatoci Vis-à-vis ha molto più valore di un qualunque ROI, frutto di calcoli strategici, grafici, e statistiche, follwer + o – cazzi e mazzi.

Ma il mio 2011 è stato anche di amore venuto e poi andato, lasciando comunque qualcosa di importante da qui al futuro, perché così è la vita. Fatta di incontri e scontri, come particelle, da cui alle volte nasce qualcosa che si sviluppa, mentre altre niente. Ma va bene così.

Forse questo post è un po’ sconclusionato, frutto di emotività lasciata uscire così, di getto. Non ho sicuramente citato tanti, ma citarli tutti sarebbe come non citare nessuno, e in ogni caso sono certo chi sa si riconoscerà. Per quest’anno ci siamo detti tutto. Vi auguro, dalle pagine di questo blog, anche se con un po’ di anticipo, una splendida fine di 2011 e un meraviglioso 2012. Stay tuned!

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2 thoughts on “Il mio 2011 tra relazioni e persone, Elii, camp, indigeni e tanto altro

  1. Bel post! Mi piace la definizione dei SocialEroi “Eccezionale & Folle” e nel titolo siamo nella sezione “tanto altro”.
    Sono molto contento che tu ne faccia parte e spero nel prossimo futuro di organizzare altri SEvent e soprattutto delle ottime Mission!

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