Scivoloni sindacali

Ieri sentendo la Camusso ho pensato: ecco il sindacato che fa lo scivolone più lungo della gamba. Ancora una volta l’indisponibilità a rivedere i propri punti fermi, che non è per forza detto debbano essere i migliori. Ma almeno un tentativo sant’iddio, un confronto, la ricerca di una via d’uscita. Se poi vogliamo proprio restare incagliati ponendo un niet deciso e restando nell’angolino a pestare i piedi allora diciamolo chiaro, ma facciamolo subito.

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5 thoughts on “Scivoloni sindacali

  1. Per me il vero scivolone è stato fatto anni fa quando furono esclusi dall’articolo 18 le ditte con meno di 15 dipedenti.
    Per me bisogna estendere il diritto non toglierlo.

  2. Così però si perde sul discorso della flessibilità e del ricircolo di lavoratori, che a mio parere ha un senso. A questo ovviamente va parallelamente portato avanti il problema delle retribuzioni, soprattutto nel mondo del lavoro giovanile, e un sistema di welfare ben strutturato, che garantisca una solida rete di protezione. Su quest’ultimo punto però servono soldi, e tanti.

  3. Non è l’articolo 18 il problema, in un periodo di recessione abolirlo significherebbe aumentare i disoccupati e in un periodo di economia che tira, sarebbe bastato controllare come venivano usati i contratti atipici, falli costare molto ma molto di più.. Ma questa è la mia povera opinione..

  4. Sul fatto che gli atipici in passato siano stati lasciati in un cantone senza rappresentanza è vero. Ma è anche vero che la colpa è stata, li si, dei sindacati che fino a che gli ha fatto comodo non si è sbattuta a in concertazioni, tavoli o menate varie. Tant’è che qualche mese fa la Camusso fu costretta a fare un mea culpa a nome del sindacato, dicendo che giovani e atipici erano stati ignorati, non tutelati. Eh ma allora vedi che anche il sindacato si muove con opportunismo come un partito politico quando gli fa comodo.

  5. Assolutamente sono d’accordo che i sindacati si muovano come un partito oggi, ma non è togliendo l’articolo 18 che si fa giustizia per le loro mancanza.
    Ti porto l’esempio di un azienda qui nella zona, stanno lottando con le unghie e con i denti contro una delocalizzazione, alla pretesa di smontare le macchine da portare via, si sono opposti e hanno incrociato le braccia, ovviamente sono state fatte smontare da una ditta apposta, ma almeno non sono suicidati, lavorativamente parlando. Pensi che sarebbe stato possibile senza articolo 18? In quanti si sarebbero prostrati pur di non perdere subito il posto di lavoro.. Se lo toglieranno, quei pochi che hanno protestato che pensi che fine faranno?
    Ti pongo un altro problema, ora che Marchione ha rotto di fatto il CCNL pensi che con l’abolizione dell’articolo 18 la contrattazione degli stipendi sarà al rialzo o al ribasso.. Ho paura che sarà al ribasso, in modo da farci pagare i mancati investimenti, che prezzo avrà la flessibilità?

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