Acqua privata, Acqua pubblica

Lo faranno passare sicuramente come una lungimiranza nelle loro intenzioni quel che ha detto l’OCSE, che tra le misure per intervenire sui conti pubblici ha da poco suggerito all’Italia la completa privatizzazione dei servizi di fornitura idrica e di trattamento ove possibile. Quello che magari tenderanno a far passare in sordina, per ovvie ragioni, è che l’Organizzazione per lo sviluppo e la crescita economica ha anche aggiunto:

“La privatizzazione dei servizi idrici di per sè non assicura garanzie se non c’è una forte ed indipendente autorità che agisca in cooperazione con l’antitrust”

Forza e indipendenza, due punti che raramente in Italia hanno trovato terreno fertile. Siamo ancora dietro con la questione dei rifiuti (criticata peraltro dall’organizzazione, tra le altre cose) che non riesce a trovare soluzione, tra appalti, infiltrazioni mafiose e interessi di vario genere che il solo pensiero di una possibile azione sui servizi di fornitura idrica mi mette i brividi. Andando però a vedere lo stato di certe infrastrutture risulta evidente come un’azione di investimenti e ristrutturazione delle stesse sia necessario per ovviare al gravoso problema degli sprechi.

Ora, personalmente non sono contrario a priori al concetto di privatizzazione (in generale) o meglio ancora di compartecipazione tra pubblico e privato, che reputo possa essere quella via di mezzo ottimale. Ma nel caso del nostro paese, visti i precedenti e con una così scarsa informazione su quelle che, almeno in linea di principio, vorrebbero essere le strategie da applicare, strategie che tra l’altro non si delineano mai sul lungo periodo ma lasciano sempre ad intendere un alone di precarietà, prima di scoprirci possibilisti rifletterei con attenzione. Lo dico soprattutto a quelli che son molto suscettibili alla prima folata di vento che pensano tiri nella propria direzione.

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3 thoughts on “Acqua privata, Acqua pubblica

  1. Io di principio l’acqua non la privatizzerei.. Chi lo ha fatto non è che abbia avuto tutti questi vantaggi. E poi come si fa a fare libera concorrenza su un impianto idrico che è solo quello? Sarò limitato è questo che non riesco a capire..

  2. Per questo scrivevo della compartecipazione, in linea generale e non nello specifico sull’acqua. E’ chiaro che dovremo uscire dall’ottica in toto statalista prima o poi, perché funziona e non funziona, ma lo si potrà fare quando ci saranno garanzie di integrità da ambo le parti. Resta il punto che gli impianti, certi almeno, sono obsoleti e di soldi per rimetterli in sesto non so mica se ci sono…

  3. Neanche io sono contrario ‘a priori’, sono contrario però al fatto di sapere che la gran parte di coloro che potrebbero vincere le gare non saranno in grado di migliorare il servizio ma sicuramente aumenteranno le tariffe.
    Dove “sperimentato” è successo così!?!

    E questo mi basta per decidere da che parte stare…

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