2012: la vittoria degli Ultracorpi

Prima hanno cominciato a cadere morti centinaia di uccelli in giro per il mondo, poi è stato il turno dei pesci e altri animali; avvenimenti che a prima vista erano stati documentati come inspiegabili. Ora è il turno dei dittatori e dei regimi. Che sia questo l’inizio del conto alla rovescia per il 2012, il grande cambiamento o come lo volete chiamare? Hanno iniziato a venir giù quelli del Nord Africa e ora questo stano morbo pare spingersi anche verso il Medio Oriente. Anche in questo caso inizialmente il fatto era stato archiviato in un primo momento sotto la voce “inspiegabile”, soprattutto da quei paesi occidentali (cara vecchia cieca Europa in primis) che non avevano ragione per definirlo in altro modo, vuoi per interessi vuoi perché altra definizione avrebbe voluto dire ammettere una complicità nella loro instaurazione, nella loro longevità, nel loro modus operandi che in fin dei conti tanto compiaceva l’occidente e tanto contribuiva a mantenere quello status quo così redditizio. Poi qualcuno ha fatto notare che questa strana pandemia una catalogazione scientifica poteva averla: ricerca della democrazia. Apriti cielo, ecco i Galilei della situazione deve aver pensato qualche scalda poltrona. Così finisce che la ricerca della democrazia, una cosa che ad esempio nella cara vecchia cieca Europa dovremmo ben conoscere, tra rivoluzioni francesi, risorgimenti, sbarchi, lotte di liberazione, dittature, foibe, muri, blocchi freddi e caldi, movimenti, primavere e autunni caldi, diventa come nella miglior saga fantascientifica un pericolo. Sbarcheranno a migliaia, ci invaderanno, ci islamizzeranno, manco fossero gli ultracorpi scritti, descritti e romanzati da Jack Finney nel 1955, lo stesso anno in cui Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto su quell’autobus in Alabama per altro. Ma poi qualcun’altro ha fatto notare che nelle piazze c’erano si le bandiere nazionali, ma non venivano gridati slogan Nazionalisti e nemmeno religiosi e men che meno estremisti e che per lo più a scenderci nella piazza erano ragazzi, che potrebbero avere la stessa età di quelli che qualche mese fa scendevano incazzati a Londra o in Italia a protestare, anche loro tutto sommato per un futuro diverso. Una nuova generazione, cresciuta all’ombra di un mondo diverso da quello che i vecchi rappresentanti statali si ostinano a tener vivo nei loro cuori. Se ne facciano una ragione. Certo, paragonare i giovani che scaravoltano regimi in Nord Afirca a quelli che protestano per un futuro e una educazione migliore in Europa è azzardato, forse anche ingiusto, ma alla fine le proteste pur diverse vanno in una stessa direzione, migliorare e progredire, e di una cosa bisognerà pur tener conto: toccherà a loro come a noi portare avanti questa baracca di mondo, modellarlo sui nostri bisogni presenti e futuri, e anche di questo se ne facciano una ragione. E se questo vuole dire essere ultracorpi allora ben vengano gli ultracorpi, in abbondanza. Magari nella fatidica data del 2012 fetteggeremo la vittoria degli ultracorpi. Ci metterei la firma, anche se non credo sarà così facile e immediata la cosa.

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