Le rivoluzioni al tempo del web

La rivoluzione, accompagnata dal web, ora inizia ad essere visibile anche sul piccolo schermo. La televisione di Stato ha cambiato logo (via il vecchio 7, al suo posto la dicitura “televisione nazionale tunisina”). Ieri notte al-Arabiya ha ospitato un dibattito cui hanno preso parte quattro blogger tunisini, quelli che il Rais aveva messo fuori legge. Sul tavolo il ruolo giocato da social network e siti come facebook, twitter e youtube, nel portare alla ribalta internazionale una protesta che il vecchio regime aveva cercato di nascondere il più possibile, attraverso la censura sistematica.

“Quello che è successo in Tunisia – diceva ieri uno dei giovani blogger – ha dimostrato che il blackout dell’informazione non è più possibile. Ognuno dei manifestanti, con un semplice telefono cellulare dotato di video-camera, era un potenziale giornalista. Ben Alì è stato deposto da un popolo armato di tecnologia”.

via PeaceReporter – Tunisia, il tempo sospeso.

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