FIAT: l’unica intesa è tra Marchionne e Berlusconi

Non più tardi di luglio Berlusconi diceva che «In una libera economia, in un libero Stato un gruppo industriale è libero di collocare le proprie produzioni dove ritiene sia più conveniente» ma anche che «Spero soltanto che questo non accada a scapito della produzione in Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre attualmente lavoro». Oggi, 12 gennaio Berlusconi dice che «Nel caso in cui i lavoratori bocciassero l’intesa raggiunta le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi» che si legge come: Se Marchionne viene battuto al referendum meglio che se ne vada, anzi fa bene ad andarsene dove è più conveniente e il lavoratori si attacchino al tram, che è poi quello che vuole Marchionne. E tanti saluti all’interesse del paese, di cui per giunta non gli è mai fregato nulla. Insomma, l’intesa è raggiunta ma con Berlusconi per ora.

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