ITALIA è di tutti, non solo di Berlusconi

E’ come se domani il partito Repubblicano in America decidesse di chiamarsi semplicemente Stati Uniti d’America, o come se Sarkozy di punto in bianco decidesse che l’Union pour un mouvement populaire (Ump), il suo partito, dovrà cambiare nome in Francia. Voi come pensate la prenderebbero due popoli così storicamente attaccati ai valori nazionali come lo sono appunto americani e francesi? Quello che Berlusconi sta facendo è questo, e lo fa in un periodo preciso, quello delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità di Italia, il nostro paese, di tutti, non solo di chi vota per Berlusconi. Ed è questa la cosa che mi fa alterare. Adesso cosa farà il presidente del consiglio? Registrerà il simbolo, ovviamente. Ma così registrerà anche il nome della Nazione come lista politica? Non lo trovate abberrante? Quando ieri ho visto le prime probabili (ma non ancora certe) immagini del nuovo simbolo, con il nome del nostro paese che campeggia bello chiaro in stampatello ho pensato allo squallore. Subito mi sono venuti in mente i prodotti contraffatti che si trovano nei market americani, e spacciati per made in Italy: la Mortadella Italia, pummarola Italia tutti lì in bella mostra con il nome Italia e il tricolore in bella vista, come se bastasse quello. In qualsiasi altro paese, io credo, sarebbe scaturito lo sdegno popolare, anche solo se si fosse trattata di una ipotesi molto velleitaria. Non lo trovo accettabile e non lo dovrebbe trovare nessuno, soprattutto chi, come i suoi compagni di partito, si fa ogni volta che può, promotore di quel valore identitario e nazionale, ma che poi tristemente non trova riscontro nei fatti di tutti i giorni. Basti vedere il trattamento che si intendeva dare alle celebrazioni per i 150 anni. E’ mai possibile che chi continua ancora e ostinatamente ad osannare il Cavaliere e la sua gang di amici non si renda conto dei controsensi, dell’ipocrisia, delle continue boutade con cui il valore e l’identità di questo paese vengono trattati? Berlusconi è già primo ministro e in quanto tale ad ogni sua uscita rappresenta infelicemente il paese, l’Italia appunto. Ogni sua figura meschina è una nostra figura meschina, è una bassa figura per il paese tutto, non solo per il Cavaliere, mettiamocelo in testa. Adesso, come se non bastasse c’è questa storia. Gli abbiamo affidato la nostra rappresentanza, gli abbiamo affidato la guida e l’immagine del paese e lui non è stato all’altezza. Ora gli vogliamo dare anche il nome? Non scherziamo.

Nel 2001 Oriana Fallaci, criticabile quanto si vuole, per quanto si possa criticare ora e per un libro solo, una persona che non c’è più (esercizio di pessimo gusto per quanto mi riguarda, e pure un po’ vigliacco) diceva, tra le righe del discusso La Rabbia e l’Orgoglio (orgoglio a volte è quello che manca a noi, ormai perso chissà dove e chissà quando) una delle poche cose che di quello scritto condividevo e che in un certo senso riguarda proprio l’argomento di cui sto scrivendo. All’epoca si riferiva evidentemente a Forza Italia:

<< Non mi piace la sua mancanza di tatto, anzi la leggerezza con cui ha scelto il nome del suo partito. Un nome che evoca il bercio con cui i tifosi ci assordano durante le partite internazionali di calcio. E la cosa mi offende, mi addolora, quanto mi offendevano e addoloravano le malvagità dei comunisti. Anzi quasi di più, perché stavolta la ferita non è inferta a me personalmente: è inferta alla mia Patria. Lei non ha alcun diritto di usare per il suo partito il nome della mia Patria. La Patria è la patria di tutti, anche dei suoi concorrenti e dei suoi nemici. Non ha alcun diritto di identificare L’Italia con le dannate squadre di calcio, coi dannatissimi stadi. Per un simile abuso il mio trisnonno Giobatta l’avrebbe sfidata a duello con la spada di Curtatone e montanara. I miei zii , con le baionette del Carso. Mio Padre l’avrebbe presa a pugni, mia Madre le avrebbe cavato gli occhi. Quanto a me, ogni volta che vedo quel nome da partita di calcio internazionale, mi va il sangue al cervello. Ma chi gliel’ha suggerito? Il suo cameriere, il suo autista?>>

Mi chiedo cosa scriverebbe oggi a sentir che adesso il Forza è scomparso lasciando, probabilmente, la scena alla sola ma potente e di tutti ITALIA.

E noi? Forse per una volta dovremmo tirare fuori si la rabbia e l’orgoglio.

 

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4 thoughts on “ITALIA è di tutti, non solo di Berlusconi

  1. E’ una spudorata appropriazione, un logo in cui è ben chiara l’associazione Nazione/ BerLoscone. Leggasi anche Re d’Italia.

    Ormai è Padrone che ci sfida apertamente: facendo suo anche il nome del nostro Stato. Possibile che non esista una legge che lo proibisca? Mi sembra davvero assurdo!

  2. per quanti mi riguarda, potrebbe anche chiamarsi pastasciutta, non sarà un nome o una rivendicazione omastica a farmi cosiderare il capo della standa diverso da un coacervo di immondizia alimentato e sdoganato specialmente dai suoi detrattori.

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