Da Pasolini a Berlusconi, oggi 2 Novembre

Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore. (da Scritti corsari ) Pier Paolo Pasolini.

Sarebbe molto ironico, se non fosse che contribuisce ad addensare la cappa di tristezza sul paese, il fatto che proprio oggi, 2 novembre, giorno dell’anniversario dell’omicidio Pasolini, il nostro premier se ne esca con una delle sue sparate, proprio tirando in ballo l’omosessualità. Concidenza, certamente. Resta il fatto che come sulla spiaggia di Ostia si arenò la vita di uno dei più grandi intellettuali italiani, così oggi l’Italia tutta, ancora una volta, si arena ulteriormente su quella della superficialità da bar sport che non ammette l’esercizio alto dell’intelletto, del pensar proprio, criticamente, fuori dal gregge, che ci vuole livellati ad un’unica unità basilare di pensiero.

Nel 1975 abbiamo perso un Pasolini, oggi ci ritroviamo con un Berlusconi.

 

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