Campo di battaglia

Quello che si è visto allo stadio Marassi non è solo una brutta pagina di sport, ma è soprattutto (almeno secondo me) l’ennesimo segnale preoccupante che proviene dalla regione mai pacificata e ora in balia più che mai delle nuove destre estreme e xenofobe. Basta andare indietro di qualche giorno al Gay Pride e agli scontri che ne sono scaturiti. Al di la dei fumogeni, dei tafferugli e della partita sospesa c’è purtroppo molto altro, e questa immagine forse rappesenta quello spettro ancora vivo più che mai.

(foto dal sito della Stampa)

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3 pensieri su “Campo di battaglia

    • paz83 ha detto:

      No no, qui non si tira in ballo polizia o cosa, e nemmeno in generale sui tafferugli, siamo in Italia, abbiamo visto motorini cadere dalle gradinate, giocatori picchiati da altri giocatori e finiti in coma (un modena como di anni fa). Qui io mi baso sul dato di fatto che su quegli spalti c’erano evidentemente nazionalisti, così come al Gay Pride, così come in altre occasioni negli ultimi mesi in tutta la regione. Che le streme destre nell’est europa e balcani stiano allargando il loro gradimento è dato di fatto, e te ne accorgi se vai oltre la lettura di repubblica o corriere e che questo sia il vero problema mi pare evidente. L’immagine di un Serbo che brucia una bandiera albanese può apparire hai più come un gesto da cazzaro stronzo, ma a me spaventa.

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