Quelli che il Nucleare, ma poi anche volendo dove vai senza ricerca?

Qui in Italia si discute di Nucleare da anni, da prima della vittoria del referendum del 1987 che sancì di fatto l’abbandono di tale energia e la chiusura degli impianti, e si è continuato a farlo dopo, anche se a fasi alterne. Al centro del dibattito l’opportunità o meno di tornare all’energia dell’atomo. Qui in Italia però ce l’hanno anche messa sempre giù in modi non proprio convenzionali: cosa vi cambia se le facciamo qui da noi le centrali, visto che comunque le avreste a due metri in Francia e a tre metri in Germania?

Quello che non hanno detto è che in Francia (dove la francese EDF e l’Italiana Enel stanno cercando di stringere un accordo di cooperazione) il parco centrali comincia ad essere obsoleto, e che in Germania, dove la Merkel ha da poco annunciato la proroga delle attività delle centrali tedesche, i cittadini non la stanno prendendo benissimo, dimostrando il loro scontento per la decisione con una manifestazione.

D’altro canto in Germania la spinta alle energie alternative non è lasciata su di un binario morto, e nonostante i costi ancora elevati e le future e imponenti spese qualcosa continua a muoversi. Come dire, da un lato il Nucleare ma dall’altro il discorso energia alternativa continua comunque a marciare parallelamente. E lo stesso sta facendo il governo francese, senza contare che sia Germania che Francia come antidoto alla crisi hanno deciso di investire cifre non del tutto indifferenti in campi fondamentali: l’istruzione, la ricerca e il sostenibile, strategia totalmente in controtendenza rispetto al piano italiano.

Anche volendo portare avanti un piano nucleare che ci renda un tantino più indipendenti, ed eventualmente impostarne uno sul modello sostenibile, senza formazione e ricerca verrebbero a mancare le figure competenti e i cervelli in grado di portare avanti e sviluppare queste strategie in maniera indipendente, senza contare che questa mancanza finirebbe per influire tragicamente anche su un discorso di sviluppo e progresso tecnologico più ampio all’interno del sistema paese.

Insomma, la sensazione è, almeno per quanto mi riguarda, che si stia andando ancora una volta nella direzione opposta al resto del mondo. Staremo a vedere.

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