La “Gioventù Italiana” di La Russa

E’ triste constatare come certe persone purtroppo non la smettano mai di usare il cervello, con conseguente danno per tutta la collettività. Se poi i cervelli sono quelli di La Russa e della Gelmini allora che Dio ci aiuti. La nuova trovata dei compari si chiama “Allenati per la vita”, ma non offre escamotage ai futuri clochard d’Italia, noi e i nostri figli, ma bensì prevede un corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico, rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa. (famiglia cristiana)

Ecco alcune delle “materie” proposte:

1.DIRITTO COSTITUZIONALE

2. CULTURA MILITARE DIR-ORG

3. MEZZI DELL’ESERCITO

4. TOPOGRAFIA ED ORIENTAMENTO

5. DIFESA NUCLEARE, BATTERIOLOGICA E CHIMICA NBC

6. TRASMISSIONI TRASM

7. ARMI E TIRO A/T

8. BLS E PRIMO SOCCORSO BLS

9. SUPERAMENTO OSTACOLI

10. SOPRAVVIVENZA IN AMBIENTI OSTILI SOP

sempre da famiglia cristiana riporto:

Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale facendolo sparare con una pistola ad aria compressa viene spiegato nella stessa circolare: “Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”.

Tutte cose utilissime, forse, dopo (e comunque esistono sempre i boy scout). Prima bisognerebbe rivedere un momento le intenzioni che hanno sulla scuola, perché se continua così i corsi di sopravvivenza serviranno si, ma ai precari, ai ricercatori e agli studenti per tirare a campare. Qui l’unica aria compressa che vedo è quella che riempie evidentemente il cervello dei due ministri: non c’è altra spiegazione che possa giustificare tutto questo.

ps: qui un modulo per la richiesta del corso

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9 pensieri su “La “Gioventù Italiana” di La Russa

  1. Federico Alfredo Moretti ha detto:

    I boy scout utilizzano a loro insaputa motti e canti dei Balilla. Fatta questa premessa (io non sono stato accettato perché di padre “fascista”, per la considerazione che essi avevano negli anni ’70 ed era con La Russa, che pure è Catanese d’origine, a San Babila all’epoca)… il corso, come qualunque puttanata per avere crediti scolastici, è un’idiozia. Però, però, però… non sono così contrario all’idea che nell’educazione dell’infante, del fanciullo e dell’adolescente si possano inserire difesa e strategia di guerra. Perché la nostra società è la fiera dell’ipocrisia, ma ci troviamo ad avere a che fare con situazioni ben diverse sulle nostre strade. Chi non vive sotto una campana di vetro (o, a farsi le canne in oratorio coi boy scout) prima o, poi si scontra con individui cresciuti in realtà dove la guerra è all’ordine del giorno e il mondo dei McDonald’s che ripudia la violenza per spostarla in quelle regioni non educa alla vita. Educa al rincoglionimento precoce, tutt’al più. Non si tratta d’insegnare ai nostri figli come sparare in testa all’immigrato, ma educarli a una realtà che sempre più spesso esce dai televisori per riversarsi nelle periferie urbane. Prima d’arrivare a mettere i metal detector nelle scuole pubbliche, forse è bene insegnare alle nuove generazioni che se hanno il culo al caldo è perché c’è chi è morto per garantirglielo (attenzione, non tirate in ballo Iraq, Afghanistan, ecc. perché sono questioni a sé e non riguardano la storia italiana). E devono essere pronti a fare altrettanto per i loro figli o, nipoti: augurarsi che non debba mai accadere non equivale a escluderne il rischio. Nella peggiore delle ipotesi, anziché farsi rubare il cellulare manderanno a casa i bulli con un occhio nero: meglio una gioventù incazzata dei babbi che stiamo crescendo. Certo non la crescerà un corso voluto dalla Gelmini, che è più babba di loro. Comincio a pensare che la leva obbligatoria avesse un senso (eppure ho esultato alla sua rimozione). L’unica perplessità che pure nutro in questa direzione è che uno Stato che non è nazione, come l’Italia non è mai stata, non ha diritto d’essere difeso: ormai siamo tutti apolidi.

    • paz83 ha detto:

      a me hanno preso agli scout (non so se sia stato un bene..però)
      Detto ciò io ritengo che per evitare che quella realtà violenta e frutto del degrado pervada tutto sarebbe necessario in primis portare i giovani (che poi loro malgrado diventano vittime/carnefici) dentro le scuole, adottando processi di integrazione, invece di fare come si sta facendo adesso dove si agisce quasi in senso contrario. La scuola non dovrebbe essere una palestra militare, io ad esempio sono cresciuto benissimo, e credo di avere cognizione di quanto accada, abbastanza da saper fare i miei calcoli. E’ vero, sono cresciuto con il culo al caldo e non ad esempio in un campo nomadi. Ma sono sicuro che se quel ragazzo che che vive in una situazione di disagio invece che venir allontanato venisse integrato poi non crerebbe nessun problema ne a quello nato con il culo al caldo, ne a se stesso. Non ci sarebbe bisogno delle pistolettate ad aria compressa e si imparebbe a conoscere il vicino (o lontano) geograficamente parlando anche). Il rischio, qualunque esso sia, per quanto mi riguarda ovviamente, lo creiamo noi (o meglio la società) isolando e non integrando. Questa ovviamente è la mia opinione.

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