A scuola con il casco antinfortunistica

Fatemi capire bene: il grande piano scuola della Gelmini ha tagliato moltissimi fondi, ha fatto si che molte classi venissero soppresse, sta lasciando a casa un sacco di docenti e a tempo perso per hobby sta disintegrando anche l’università, così per non farsi mancare nulla. Oggi ho letto che certe classi avranno anche 30 studenti, una addirittura 38, portando di fatto ad una situazione di illegalità (che a quanto pare piace al governo) dal momento che una tale sovraffollamento implica una netta violazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione degli incendi . E dire che il tema della sicurezza nelle scuole è stato più volte fonte di dibattito purtroppo alimentato dalla cronaca nera : amianto sparso qui e la, controsoffitti caduti, scuole sgretolate, morti e chi più ne ha più ne metta. In seguito al crollo della scuola elementare “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia, avvenuto il 31 ottobre 2002, era stato predisposto un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Peccato che poi nel 2008 ancora la cronaca era tornata prepotente con il crollo del soffitto che aveva ucciso uno studente a Rivoli, Torino. Alcuni dati che ho trovato (validi però al 2007) riportavano un netto aumento degli infortuni nell’ambiente scolastico:

a) gli infortuni degli alunni

• nel 1999 vennero denunciati all’INAIL 79.168 casi;

• nel 2000 i casi denunciati sono stati 82.281;

• nel 2001 gli infortuni denunciati sono saliti addirittura a 89.176;

• nel 2002 gli infortuni denunciati 88.682;

• nel 2003 gli infortuni denunciati 88.581;

• nel 2004 gli infortuni censiti 90.570;

• nel 2007 gli infortuni censiti 90.478

b) Gli infortuni degli insegnanti

• nel 1999 sono stati denunciati 4.393 casi;

• nel 2000 i casi denunciati sono stati 4.988;

• nel 2001 i casi censiti sono stati 5.978;

• nel 2003 i casi censiti sono stati 5.209;

• nel 2004 i casi censiti sono stati 5.290;

• nel 2007 i casi censiti sono stati 12.912

Qui tutto il documento.

Ora, non metto in dubbio, o meglio mi auguro, che qualcosa sia stato fatto per migliorare questa situazione di precaria sicurezza, resta però il fatto che c’è sicuramente ancora molto da fare, e non mi pare certo che sia con il piano scuola messo in atto dal governo che questo potrà avvenire, e sul piano di sicurezza e su quello dell’istruzione, a giudicare dal disastro che si va sempre più delineando su tutti i fronti della scuola. Oggi ci parlano di tagli necessari, di rimodulazione, e di risorse limitate. Sarà, però mi chiedo, come mi ha fatto notare una mia amica, se il governo invece di partecipare al programma JSF e comprarsi 131 cacciabombardieri (che certo non serviranno a garantire la sicurezza nelle scuole ne l’adeguata istruzione), totale 13 miliardi di euro circa, tra una cosa e l’altra, cominciasse a investire questi soldi in maniera seria, come la scuola e i giovani, forse non dico domani, ma dopodomani almeno la situazione comincerebbe ad andare meglio, o quanto meno riusciremmo ad avere classi meno affollate, nessun soffitto che crolla e un po’ di dignità in più per l’università.

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2 pensieri su “A scuola con il casco antinfortunistica

  1. Chit ha detto:

    Se come spesso accade a questo governo, invece del machete per qualche punto di gradimento in più nei sondaggi, avessero usato il bisturi dove bisognava davvero, forse della scuola, di questa scuola, già ridotta all’osso negli ultimi anni, avrebbero avuto un po’ di pietà…

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