Giornali e Generali

Poco più di una decina di giorni fa su Rolling Stone (anche nella versione italiana) esce un articolo che sarà poi destinato a scatenare un terremoto a Washington, e forse anche a fare storia. Il free lance Michael Hastings incontra a Parigi il generale Stanley McChrystal capo delle forze alleate in Afghanistan ed il suo staff, e da li poi li seguirà in altre tappe, tra Europa e Afghanistan, ricavandone il famoso articolo. In quel momento McChrystal è, grazie al suo ruolo, uno degli uomini più influenti a Washington, in Afghanistan e non solo. Hastings si trova nel posto giusto al momento giusto. Nel posto giusto fa in modo di esserci, mentre il momento giusto si palesa forse per l’eccessivo assorbimento di alcol da parte del generale e del suo staff, (almeno a quanto viene riportato) alcol che probabilmente (ma non sicuramente) favorisce la facilità con cui certe affermazioni critiche nei confronti di Obama e del suo staff escono. L’intento del giornalista era quello di capire quale fosse la situazione in Afghanistan: erano in stallo? Stavano vincendo oppure no? Quello che ne è uscito non pare lasciare dubbi, così come alcune dichiarazioni di alcuni soldati sul campo, del generale McChrystal e del suo staff. Rimarca gli errori commessi fin dall’inizio ed evidenzia quelli commessi ad oggi dall’amministrazione Obama. Pantano Afgano era e pantano Afgano rimane. Il termine vittoria non viene più utilizzato da mesi, da nessuno e anche i termini del tanto celebrato disimpegno sembrano ormai smarrirsi nel nulla. La strategia della controinsurrezione di McChrystal, appoggiata da Obama non pare aver dato frutti ne convinto gli uomini sul campo e tanto meno  i soldati pluri-stelletta.

McChrystal, un vero duro, era considerato uno degli uomini più influenti (e potenti): a sinistra Obama e a destra Karzai, davanti i Talebani, e dietro migliaia e migliaia di soldati, ma un articolo lo ha abbattuto come un fuscello. Potere della stampa, dirà qualcuno, ma anche debolezza di un impegno militare e strategico che ormai fa acqua da tutte le parti, aumenta il pantano e non convince più nessuno. Al posto di McChrystal ora subentra David Petraeus, che è a capo del Comando Centrale americano per le guerre in Afghanistan e Iraq.

L’impegno in Afghanistan delle truppe Americane ha ormai superato quello del Vietnam e degli altri conflitti che hanno visto in prima linea l’esercito USA. Dal suo inizio, nell’era Bush, ad oggi sono passati ormai Nove anni, e ancora la via d’uscita non pare intravedersi all’orizzonte.

L’articolo di Michael Hastings (traduzione italiana)

Alcune fonti per capire meglio cosa sia la controinsurrezione

manuale di controinsurrezione degli Stati Uniti

Etnografia, intelligence e contro-insurrezione in Medio Oriente

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