Dove bloggare è un dovere

Quando ci colleghiamo con il nostro computer alla rete (computer che ormai qui da noi è praticamente sempre connesso 24h su 24h) diamo per scontato che da li a pochi secondi saremo connessi con il resto del mondo senza nessun problema di sorta, senza nessuna barriera che si frapponga fra noi e gli altri. Accediamo ai nostri account e cominciamo a condividere, a comunicare per lo più frivolezze e cose leggere. Nessun problema, va bene così. Aggiorniamo i nostri blog, i nostri status su facebook, giochiamo a farmville, spariamo qualche tweet durante la giornata: “vado a mangiare la pizza” oppure “oggi piove e sono uscito senza ombrello”. Ci lamentiamo della mala informazione nostrana, paventiamo censure. Leggevo ieri l’articolo su Yoani Sanchez pubblicato sull’ultimo numero di Wired (qui l’intervento telefonico della stessa al Teatro Agorà della Triennale di Milano il giorno 8 aprile 2010) e mi sono ritrovato a pensare ancora una volta a personaggi come He Weihua, blogger cinese, accusato dal regime, nell’agosto 2007, di aver pubblicato critiche al governo su alcuni forum e rinchiuso poi in un ospedale psichiatrico, oppure a tutte quelle persone che dall’Iran rischiavano la vita per comunicare tramite internet la situazione in cui il loro paese stava precipitando. Sono solo alcuni esempi, perché potremmo spostarci nei territori “sovietici” e trovarne una valanga di simili, di come ciò che noi diamo per scontato non sia vero per tutti e di come queste persone rischino la vita e sottolineo vita per comunicare con noi, quelli dalla parte del mondo dove certe cose sono scontate. Sono segnali lanciati nella rete con la speranza che qualcuno li colga e li legga: sono denunce sul loro stato di vita, sui soprusi a cui i loro regimi li costringono, sulle privazioni a cui vengono sottoposti, sulle violenze e sulla corruzione che chi li governa mette in atto. Talvolta riescono, nonostante tutto, a scrivere la speranza per condividerla con noi. Per loro bloggare non è un passatempo, un hobby, un riempitivo: per loro è un dovere, civico prima di tutto.

Reporters senza frontiere pubblicava il 30 dicembre del 2009 alcuni dati sulla libertà di stampa nel mondo, quelli in cui il nostro paese figurava al 49° posto. Tra quei dati alla voce blogger ne risultavano

1 blogger died in prison

151 bloggers and cyber-dissidents arrested

61 physically assaulted

60 countries affected by online censorship

Senza contare le decine di giornalisti picchiati, torturati, minacciati quando non addirittura uccisi in giro per il mondo.

Mi ricordo che quando ero piccolo lasciavo un sacco di roba nel piatto, dando comunque per scontato che l’indomani quel piatto sarebbe stato nuovamente li, pieno e davanti a me. I miei genitori allora tiravano fuori la storia del “pensa ai bambini che non hanno nulla e che se tu sprechi muoiono”, e sono sicuro sarà successo anche a voi. Oggi sappiamo che avevano ragione, che i nostri sprechi, il nostro dare per scontato uccideva realmente i bambini, non era una favola. Ognuno di noi ha un impatto ambientale che influisce inevitabilmente su tutto il resto del mondo. Cosa voglio dire? Voglio dire che io, personalmente, mi sono ritrovato a fare lo stesso pensiero convertito però al mezzo web. Mi sono ritrovato a pensare che dare per scontata un’opportunità del genere è un gravissimo errore, tale e quale a quello che da bambini facevamo con il cibo. Con questo non intendo dire che le frivolezze non ci stiano, lungi da me il moralismo, ma che di tanto in tanto dovremmo sforzarci di prendere un po’ più coscienza di come stanno le cose: questo potrebbe aiutare senza dubbio un utilizzo più oculato, civile e costruttivo del mezzo. Almeno questo è il mio pensiero come sempre opinabile.

Annunci

One thought on “Dove bloggare è un dovere

  1. Ma per quel che può valere pienamente condiviso.
    Occorre imparare a rivalutare quello che spesso si dà troppo facilmente come “scontato”…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...