Rai per una notte: considerazioni

Maxi schermi nelle piazze, streaming sulle web tv e su decine di blog, siti, tv locali, radio, gruppi d’ascolto sui social network, biliardi di tweet sull’argomento e tutta la gente fuori e dentro il Paladozza a Bologna: questo è stato Rai per una notte, l’evento messo in piedi per gridare no alla censura.

La prima cosa che ti viene in mente, prima dei discorsi politici, prima degli ospiti intervenuti e di ciò che hanno detto è quello di un grande evento multi-piattaforma italiano: la parola che senza dubbio lo etichetta meglio è Cross-mediale. E Barbareschi si inchini e faccia Chapeau con molta umiltà perché non c’è competizione. Prenda appunti.

La seconda cosa è la eco mediatica. Se Santoro fosse andato in onda regolarmente con molta probabilità avrebbe avuto un decimo della eco avuta con l’evento di ieri sera.

La terza cosa è Luttazzi, che dopo quasi 8 anni torna in video (1 e 2 ) e si vendica. Personalmente il suo monolgo, esplicito più che mai mi ha fatto godere come poche cose negli ultimi anni.

La quarta e non per importanza è il web, noi utenti: ancora una volta si dimostra l’enorme serbatoio di forza (ancora inerme in gran parte) da cui può attingere mettendo in seria difficoltà i media tradizionali.

Ieri sera a tratti si aveva la sensazione che la regia dell’evento fosse multipla, quasi una per ogni spettatore, che selezionava e rilanciava, riportava questa o quella cosa, che rilanciava come un piccolo ripetitore il programma dal suo blog/sito. Tanti piccoli ripetitori. Qualcuno si concentra già sui dati di ascolto, ma quelli secondo me in questo caso contano relativamente poco.

Il programma non è andato in onda sulla TV di stato o su un canale in chiaro normale. Non bastava semplicemente accendere la televisione fare zapping e sintonizzarsi per guardarlo: chi ha seguito l’evento lo sa. Inizialmente in molti si sono dannati l’anima pregando gli streaming di macinare per bene, cercando l’indirizzo migliore o la TV locale che rilanciasse il tutto: è dovuto andare a cercarselo ove poteva tra le varie fonti a disposizione o addirittura uscendo da casa per recarsi nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, se non addirittura per i più fortunati spingendosi fino a Bologna.

C’era quindi una precisa volontà degli utenti. Ognuna delle decine di migliaia di persone che ieri in una forma o nell’altra ha seguito lo show lo ha fatto con una precisa volontà e in alcuni casi un discreto sbattimento. E a mio parere c’è una bella differenza tra questo e il sedersi semplicemente davanti alla TV accendendola: in questo caso lo spettatore è stato attivo, se non altro nella sua volontà di sintonizzarsi sull’evento.

E chi si è perso la trasmissione? Qui trovate la trasmissione completa, su youtube invece già da ieri sera cominciavano a girare video su video dei momenti topici dell’evento. Ecco un’altra differenza: la coda lunga, che in questo caso prevedo essere lunghissima, e che la tv formato tradizionale non può permettersi

Ovvio che la Tv non muore così, ma se non altro si è avuto l’ennesimo esempio delle alternative alla sua forma tradizionale. AH, un’altra cosa da annotare: non ci sono stati stacchi pubblicitari…a meno che io non li abbia notati. Quella di ieri sera in fondo è stata una piccola rivoluzione e Monicelli almeno per ora può dirsi soddisfatto.

Queste le mie considerazioni. Per l’aspetto prettamente politico vi rimando alle decine di articoli scritti da persone decisamente più competenti.

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4 thoughts on “Rai per una notte: considerazioni

  1. un evento sociale molto interessante da svariati punti di vista:
    – esperienza cross-mediale
    – marketing
    – capacità di aggregazione della rete
    -…
    -…
    -…

    Ci sono ancora persone curiose in questo Paese.

    • La curiosità è alla base di molte cose. Speriamo che tutto questo sia di buon auspicio per il futuro, magari a banda larga che se no è un dramma

  2. Io veramente ho avuto la sensazione che stavamo facendo la storia ieri…
    Come dice mio marito: la televisione è finita. E questo è l’inizio della fine (come corollario dovrebbero finire altre cose…da lunedì speriamo!)

  3. Si è dimostrato che un mondo alternativo alla solita tv è possibile. Occorre continuare a macinare. LA trasmissione mi è piaciuta e Luttazzi si è dimostrato intelligente e attivo come pochi. L’ho trovato molto emozionato, visto che ogni tanto gli usciva fuori l’accento romagnolo che in genere non ha spazio nelle sue performace.

    Spero davvero che si metta in piedi qualcosa di serio dopo questa prova di forza e che il sistema televisivo tradizionale resti pure a guardare…

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