Quelli che la piazza

Se Berlusconi avesse realmente portato un milione di persone in piazza avremmo dovuto dargli atto dell’impresa. Perché sdoganare uno dei campi di battaglia storicamente più saldi in mano alla sinistra (che comunque ora come ora pure lei se lo sogna un milione di persone in piazza) sarebbe stato certo un colpaccio che nessuno avrebbe potuto sottovalutare.

Se, appunto, fosse riuscito. Ma la piazza, attualmente unico enclave delle forze di opposizione in questo paese, non è storicamente congeniale alla destra. Non lo è mai stato. Certo Silvio ci prova da sempre con una motivazione o con un’altra a portare la gente in piazza, più per dimostrare al paese che lui è un uomo del popolo e che non è solo prerogativa delle sinistre l’adunata a cielo aperto (adunata ricorda un po’ i tempi andati in cui la destra portava gente in piazza, e ho i miei dubbi che anche li la maggioranza del popolo lo facesse senza incentivi, che fossero la canna di una pistola o qualche biglietto di carta).

Ma il suo elettorato non è ben disposto in questo senso. Non è una colpa, ognuno ha i suoi metodi storici e finita li. E allora quando vedi lettere mandate al solo scopo di fare pressioni o “invitare a partecipare“, quando leggi di comparse stipendiate, di agevolazioni sui trasporti urbani in quel giorno (leggi anche gratis) ti accorgi di quanto il disperato tentativo di apparire per qualcosa che non si è, per natura ed idee, costringa per paradosso il soggetto ad utilizzare tutto il suo background originale per mettere in atto qualcosa che è nella forma, nel modus, nelle idee, completamente opposto al suo DNA e a quello del suo elettorato.

Se Berlusconi avesse deciso di organizzare un evento in un palazzetto, in uno stadio, e di trasmetterlo in diretta avrebbe fatto il tutto esaurito. Sarebbe stato un successo. La gente avrebbe anche pagato il biglietto d’ingresso come si conviene ad una rock star (e per uno che si è beccato la copertina di Rolling Stone ci sta tutto).

Ma quando tenti di apparire per qualcosa che non sei allora diventa dura. Anche per Berlusconi. Teniamo anche conto che la media del suo elettorato non è giovanissma, e a sfacchinare per la strada non ci viene volentieri. Il punto però è che se anche non sono andati in piazza milioni di persone la maggioranza dell’elettorato è ancora sua, che che ne dicano i sondaggi.

Il problema non sta dunque nel tentativo di nuova veste che stanno cercando da anni di dare al centro destra, ma nella necessità di un mutamento, di un rinnovamento nel centro sinistra se vuole sperare di ottenere qualcosa, piazze o non piazze a favore.

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3 pensieri su “Quelli che la piazza

  1. la meringa ha detto:

    Quello che io non capisco, no, è perché utilizzarla questa piazza se alla destra storicamente non è congeniale? Boh, questo non riesco a capirlo. Si sono persino contraddetti tra Viminale e organizzatori…

  2. lindamir ha detto:

    Si sono contraddetti, sì, ma tanto quello che conta è l’apparire. E alle TV di regime avranno fatto apparire (presumo, perché ho tenuto chiuso l’apparecchio per tre giorni) che c’era almeno un miliardo di persone.
    Quindi non conta ciò che è. ma ciò che appare. Il che non è tanto originale, fra parentesi.
    Se ai Tiggì hanno fatto vedere che c’era una folla strabocchevole, la gente, che s’informa di solito dalla TV (non dai giornali, non dalla Rete), ci avrà creduto. E si accoderanno a quello che pensano essere il carro più gettonato.
    Teniamo presente, inoltre, che anche se la gente non va in piazza, come dice Paz, lo vota ugualmente. Magari non manifesta. Magari sarà calto nei sondaggi. Ma purtroppo non abbastanza, anche perché l’alternativa è piuttosto moscia…

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