Lo sciopero da ricordare

Oggi è il primo marzo. In qualsiasi altro paese diventerebbe una di quelle date da ricordare, speriamo succeda anche qui. Oggi gli immigrati scioperano e ci ricordano che anche loro esistono con la loro dignità. Non ci sono auto e cassonetti rovesciati e dati alle fiamme. Ci sono piazze, eventi, persone: si, persone! Qualcuno nelle prossime ore e nei prossimi giorni forse scriverà dei numeri come lo si fa per il campionato di calcio per stabilire chi è più forte e chi no: noi abbiamo 35 punti, loro solo 18. Siamo più forti. Stiamo davanti. Ma i numeri sono relativi, in campo scendono solo e soltanto persone!

Scioperano democraticamente come qualunque altro cittadino

Oggi ci chiedono di accorgerci di loro, dei loro diritti. Ci stanno tendendo la mano: “l’Italia è da ricostruire, facciamolo assieme

Forse varrebbe la pena di rifletterci valutando attentamente l’opportunità di accogliere questo grido.

C’è chi denigra queste persone, chi le vorrebbe prive di ogni diritto. Chi non le vorrebbe proprio. Ma queste persone non più di qualche mese fa ci hanno dato una grande lezione dopo i fatti di Castel Volturno. Sono scese in strada per dire no alla Camorra. Lo hanno fatto compatti. Lo hanno fatto al nostro posto. Lo hanno fatto perché è così che si reagisce ad una ingiustizia, non girandosi dall’altra parte. E se alla fine l’esasperazione di una situazione non più sostenibile è sfociata in atteggiamenti aggressivi è anche colpa nostra. Nei quasi vent’anni successivi all’estate del 92 dopo le proteste dei cittadini siciliani contro la Mafia in seguito al periodo delle stragi è successo ben poco in Italia. E noi ci siamo risvegliati d’improvviso con la scoperta che c’erano mafie nel nostro paese che avevano introiti da fa impallidire il Pil del paese. Dove siamo stati? Dove eravamo? C’è voluta un’altra strage e una protesta a testa alta da parte di queste persone per accorgerci che le cose non stavano come volevamo credere noi. Buon giorno Italia, ben svegliata!

Questo è un paese che negli ultimi anni ha perso molti treni e non per colpa del loro proverbiale ritardo. Semplicemente stavamo leggendo quello che ci dicevano i giornali sulla pensilina e non ci siamo accorti del treno che partiva.

(qualche numero da leggere)

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2 thoughts on “Lo sciopero da ricordare

  1. Prima che immigrati, clandestini o cos’altro sono e rimangono in primis PERSONE!?
    Se non teniamo bene a mente questo rischiamo di non mettere più a fuoco il tutto e fare più casino di quel che c’è già anche se obbiettivamente è abbastanza difficile!

    Sostegno e appoggio a questa ed a tutte le iniziative che ricordino che i diritti non è solo privilegio di pochi “eletti” ma patrimonio di tutti.

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