Dimmi cosa collezioni e ti dirò chi sei

Italia paese di Santi, Navigatori, Poeti e collezionisti. Azzardato? Non più di tanto, e ve ne parlo per esperienza diretta, prima di tutto perché sono collezionista anche io, secondo perché in quel campo ci lavoro da ormai 7-8 anni.

Da quasi 15 anni frequento, per i due motivi sopra citati, svariati eventi legati al mondo del collezionismo direttamente o indirettamente. Dai convegni filatelico numismatici alle fiere del fumetto e del comics a quelle del giocattolo (anche d’epoca). Prima di cominciare a lavorarci sono stato dunque collezionista prima, come molti giovini, di francobolli (passione presa dal nonno) e di monete poi di schede telefoniche (e non parlo di quelle trovate nelle cabine per essere chiari). Ed è proprio con le schede che ho cominciato a guadagnare qualcosina, poi il boom finì e cavarci qualcosa diventò impossibile. Rimasero solo quelli che la prendevano seriamente e il mercato si ridusse a quella nicchia. In seguito cominciai ad avvicinarmi al fumetto d’autore e mi dedicai esclusivamente a pochissimi nomi in particolar modo al materiale prodotto e firmato da Andrea Pazienza di cui cerco di reperire praticamente qualsiasi cosa. Fin qui in sintesi il mio percorso da collezionista che è poi inevitabilmente sfociato in un lavoro (su altro materiale però). Ed è proprio cominciando a girare una miriade di eventi che mi sono accorto che in Italia si collezionava di tutto, ma proprio di tutto: dai classici francobolli e monete ai fumetti passando per le lamette dei vecchi rasoi, alle capsule dei tappi di spumante, album di figurine panini, fumetti, spille e spillette, kinder e oggettistica promozionale (vedi sorpresine e gadget) di quasi tutte le marche dolciarie e non, vinili, poster, quadri, serigrafie, sassi, militaristica, modellini (dalle auto alle barche, agli aereoplani), soldatini in piombo, plastica, ferro, giocattoli d’epoca e non in latta, legno, plastica, gomma, macchine fotografiche, poster e locandine, bicchier, boccali da birra, giochi di società in scatola (possibilmente ancora sigillati), cartoline, radio d’epoca, pezzi di radio, pezzi di pezzi di radio. C’è un mercato anche per quanto riguarda le pubblicità che si trovavano nelle pagine dei topolino (vedi quelle di Mc Donald’s e Burghy ad esempio), robot in metallo, astronavi, gashapon giapponesi, riproduzioni varie, dvd, serie televisive, vhs e chi più ne ha più ne metta. Poi ci sono quelli che collezionano a soggetto e che non badano al materiale, marca o provenienza dell’oggetto, l’importante è che riproduca o rappresenti il soggetto che cercano: sia esso un gufo, una fatina, un robot. Questi ultimi sono i migliori perché non badano a spese di solito. Sanno che prendendo di qui e di la i prezzi possono variare a seconda del campo di collezione in cui trovano l’oggetto e sono quindi consapevoli della possibilità di un esborso più o meno consistente. Anche nel resto del mondo si colleziona un po’ di tutto (se non altro facendo una veloce stima di quello che mi chiedono molti compratori da fuori confine) ma almeno a quanto ho potuto capire in maniera molto più definita e senza aprire il campo di azione ad una infinità di ciappinerie. E fin qui quello che si colleziona, almeno in parte.

Poi c’è chi colleziona: questi si dividono sostanzialmente in categorie:

ci sono i maniaci, ossia quelli che pretendono l’oggetto intonso senza un graffio, lindo e perfetto, e il fatto che sia di 50 anni prima non è ritenuta una scusa valida all’eventuale imperfezione dell’oggetto. Solitamente non hanno intenzione di spendere molto, ma se l’oggetto è davvero perfetto sono disposti a cederti anche moglie e casa pur di portarselo via.

Ci sono i trentenni che sono i miei preferiti: questi collezionano praticamente qualsiasi cosa abbia a che fare con le prime serie animate giapponesi. Quindi si va da tutto l’albero genealogico dei robot ai cavalieri dello zodiaco, a Lamù, lupin, Galaxy Express, Ken il guerriero per fare qualche esempio. Solitamente hanno uno stipendio medio/buono e durante l’anno mettono da parte budget non indifferenti che poi spendono in 4 ore nei vari Lucca Comics, cartoomics Milano e altre manifestazioni simili. Vanno agli eventi con la scusa di vedere le ragazze seminude sfilare ai cosplay vestite da eroine manga ma in realtà si aggirano con la bava alla bocca carichi di sportine come un mulo da soma tra i banchi.

Ci sono i professionisti: quelli che seguono i listini e il mercato, i peggiori perché spesso comprano e rivendono anche per fare budget per la loro collezione. La contrattazione è d’obbligo e non è difficile che nelle sue battute finali assuma toni paragonabili ad una rissa. Sono pignoli, taccagni e imbottiti di soldi al midollo quando entrano in questi eventi. Imperativo e fotterli prima che loro fottano te. Quando puntano il pezzo più raro sul tuo banco la strategia migliore è quella di farli sudare anche per tutti i tre giorni dell’evento minancciando di non venderglielo, o peggio, di cederlo ad altri. Alla fine il prezzo si abbassa di poco ma riesci a rifilargli il tutto con un ottimo margine.

A queste tre categorie possiamo eventualmente aggiungerne una quarta: tutti gli altri, ovvero i collezionisti della domenica. Per loro è solo un hobby senza lucro, un passatempo che gli conceda una scusa per levarsi dai maroni nel week-end lasciando a casa moglie (o marito) e figli, quando va bene. Se vi va male invece ve li troverete davanti al banco in formato gran famiglia al completo, quattro figli che smaneggiano qualsiasi cosa sul vostro banco spostando tutto, madre che insulta i figli molesti urlando a squarciagola e marito che insulta la moglie per via del casino che sta creando impedendogli di concentrarsi sulla scelta dell’oggetto. Smarriteli alla svelta, spendono nulla e vi fanno perdere tempo. E se voi siete li per lavorare, magari in pedi dalle 7 della mattina al terzo giorno di fiera capirete anche il perché. A proposito, quelli che cercano la roba di Hello Kitty sono visti come il male supremo.

E collezionate qualcosa? E se si, cosa?

Annunci

5 thoughts on “Dimmi cosa collezioni e ti dirò chi sei

  1. Io non colleziono nulla. Mi basta un consorte che ha collezionato dischi e poi CD.Da sempre Tex, di recente trenini. Meno male che li ha dislocati, forse per timore di essere sfrattato a bordo di una locomotiva in miniatura da una perfida ed esasperata skip.

  2. Io ho collezionato per anni buste di plastica colorate di tutte le misure. Era bellissimo. Passavo ore a contarle e a piegarle. Una roba da psicanalista. Ora, per non pagare il medico sono diventata altamente disordinata. Ma vivo sicuramente meglio! 😉

  3. Cartoline (ma con l’arrivo di email e sms sono diventate cosa rara) e cappellini, ma per motivi di spazio anche questo hobby è fermo. Ammiro comunque coloro che hanno la costanza e la possibilità di continuare. Magari quando sarò in pensione… ma ci andrò mai in pensione ora che ci penso?!?!? 😕

  4. Sì. Colleziono sorpresine Kinder e per la stessa ragione di Chit (spazio) mi sono già stufata! Quando avrò un appartamento dove tenere solo la mia collezione… allora continuerò. 😦

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...