Il 26 marzo regala un libro a uno sconosciuto

Leggendo il Blog di Alberto questa mattina sono venuto a conoscenza di questa idea che devo ammetterlo, mi piace assai. Il 26 marzo regala un libro ad uno sconosciuto. Un gesto pacifico, stupendo. Cosa c’è di meglio che uscire e regalare parole, così, senza volere indietro nulla, gratuitamente? La gratuità del gesto non ha prezzo, davvero! Lo trovo poi uno stupendo atto di pace regalare una delle più potenti armi pacifiche che esista sulla faccia della terra. E proprio oggi che la cultura, il sapere sono così minacciati, combattuti diventa più che mai significativo.

Allo stesso modo di Alberto mi permetto di prendere anche io dal blog originale:

Ebbene sì. La cosa che mi inquieta molto è la surreale lontananza di persone fisicamente vicine. Ci saranno persone che (pendolariando da anni) vedo ormai da tempi infiniti a cui non ho mai rivolto parola e viceversa. E’ triste vedere come si può passare un’ora in un treno senza rivolgere parola a nessuno (sì sì, lo faccio anche io!). Com’è che accade ciò? Beh, la mia personale teoria dell’estraniamento routinario narra di una consuetudine che porta a creare uno scudo di serietà tra noi e il nostro prossimo. Tante volte infatti succede di rompere il ghiaccio proprio quando qualcuno rompe fisicamente il ghiaccio, rovinandoci sopra e provocando ilari risa tra due sconosciuti. E dobbiamo allora spaccarci una gamba per fare amicizia?

Non fare del male, non vuol dire fare del bene. Non uccidere qualcuno, non vuol dire curarlo. Volere bene a qualcuno, non significa fare il suo bene. Esigere rispetto, non vuol dire meritare rispetto. Occorre qualcosa di concreto, un gesto all’apparenza piccolo, ma dentro molto forte. Una piccola azione concreta che scalfisca un po’ quella stramaledetta scusa che ci porta spesso a dire “Sì, ma ci sono i bambini che muoiono di fame in Africa, a che serve fare questo?”. Bene, bimbi dell’Africa, ci stiamo attrezzando, ma prima di arrivare da voi dobbiamo fare tanti piccoli scalini, perché ora come ora non siamo in grado di aiutarvi. Dobbiamo diventare persone migliori e non lo si diventa da un giorno ad un altro, ma (leggere in crescendo) cazzo, fate un cavolo di piccolo passo che poi gli altri verranno da soli.

Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.

Personalmente per restare in tema con quanto scritto nel precedente post ho deciso che lo farò entrando in un bar, sceglierò due persone che mi colpiscano a pelle e regalerò un paio di libri.

Uno sarà sicuramente in Asia di Tiziano Terzani, perché è davvero uno di quei libri che nel racconto/cronaca dell’autore ti trasporta con la mente nei posti percorsi dalle parole oltre che  aiutarti a comprendere tanto di quello che è stato di quei paesi e del perché di conseguenza oggi forse sono così. Al secondo ancora non ho pensato

E voi? Lo farete? Che libro regalereste ad uno sconosciuto?

(esiste anche un gruppo e una fan page su facebook)

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5 pensieri su “Il 26 marzo regala un libro a uno sconosciuto

  1. monicabionda ha detto:

    ciao djpaz! 🙂
    ci sto pensando da quando ho deciso di aderire. Credo che sceglierò Il sistema Periodico di Primo Levi (o qualcos’altro, sempre di quel grande uomo. Evitando i soliti noti, Se questo è un uomo oppure La tregua). Ma potrei anche optare, all’ultimo, per un libro di Carofiglio (Gianrico, non il fratello): perchè i suoi romanzi sono zeppi di citazioni di altri romanzi, ma fatte con nomi e cognomi, così che la voglia di andare a seguire il filo rosso che butta lì come per caso si fa ogni pagina più forte.

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