Io, la rete, gli amici e il riflesso del mondo

Solo due o tre anni fa, quando già da un po’ di tempo utilizzavo il blog e i nuovi strumenti messi a disposizione da quello che è il web 2.0 per comunicare sulla rete e condividere il mio mondo, o almeno parte di esso, e intrufolarmi in quello di altre persone che come me, forse anche da prima di me lo utilizzavano alla stessa maniera, i miei amici, le persone che conoscevo e che frequentavo o avevo avuto modo di frequentare sembravano distanti anni luce da quelle dinamiche. E così quando inevitabilmente finivo a parlare di quello “specchio” del mondo mi pareva di esser guardato come un alieno, uno che diceva cose strane, cose che non appartenevano alla loro quotidianità, perché non erano ancora percepite. Tutti parlavano delle loro passioni, dei loro specchi attraverso cui del mondo ne guardavano il riflesso e intanto io pensavo che tutti quei riflessi potevano essere convogliati, la loro onda luminosa rifratta. Penso che l’esempio dell’onda (fisica) possa calzare: quando essa passa da un mezzo fisico ad un altro accade che la sua velocità di propagazione subisca una variazione (anche se in alcuni casi, come nella luce è solo percepita la variazione in quanto la velocità in questo caso rimane costante, ma il ritardo di assorbimento e ri-emissione ci induce a percepire la variazione). Insomma, io ero quello che scriveva su di un blog, che lanciava brevi messaggi via twitter, che condivideva link e contenuti, che si relazionava con persone affini per interesse anche se quelle persone mai le aveva conosciute di persona. Il problema all’epoca non sorgeva tanto nello spiegare cosa facevo, ma più che altro su cosa lo facevo, sui mezzi (media) che utlizzavo, e soprattutto, cosa ancora più enigmatica per molti di loro: perché lo facevo? Cosa mi spingeva a investire tempo che avrei potuto dedicare ad altro e ad altri “reali”? Cosa me ne veniva indietro, non certo denaro? E allora? Allora la spiegazione che mi veniva più spontanea era quella di una sorta di baratto: io voglio dare qualcosa, e ricevo qualcosa alla pari e al contempo mi relaziono con persone affini. Ci guadagnavo un’espansione dei miei punti di vista e della mia conoscenza. Suona molto primitivo e forse pure fuorviante, lo so, ma all’epoca non avrei saputo come spiegarlo in altro modo. Ci sono state volte in cui ho avuto l’impressione di essere visto come una sorta di evangelizzatore, uno di quelli che ti fermano e cercano di convincerti in tutti i modi ad avvicinarti alla sua confessione. E il loro apparente snobbismo mi urtava. Poi è successo qualcosa, è successo che spontaneamente qualche domanda hanno cominciato a farmela, a chiedermi cosa era quello e come funzionava questo. Qualcuno ha voluto o si è dovuto confrontare col blog, qualcuno è approdato su twitter, altri hanno cominciato a usare i lettori di feed per seguire i contenuti che scovavano in rete, qualcuno ha pubblicato video, o la propria musica, tutti ovviamente sono approdati su facebook, qualcuno mi ha chiamato da lontano col mio nickname e si è fermato a parlare di tumblr e blog nel mezzo della festa dell’unità, un’amica che non vedevo da tanto,incontrata per caso durante l’apertura dei saldi bolognesi mi ha salutato informandomi che spesso leggeva il mio blog, e io piano piano sono tornato inevitabilmente normale ai loro occhi. La mia e la loro onda se non altro si sono avvicinate nella loro velocità di propagazione, pur con le dovute e necessarie differenze. E uno degli specchi attraverso cui si guarda il riflesso del mondo è divenuto comune a tutti. E voi?

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3 thoughts on “Io, la rete, gli amici e il riflesso del mondo

  1. Io c’ho conosciuto la mia attuale fidanzata… e sono + d 3 anni ke c sto insieme… ma se dico in giro ke l’ho conosciuta online m guardano tutti con distacco… Ancora non sono pronti alla verità.. .qndi dico sempre 1 pezzettino di verità alla volta e la condisco con 1 po d finzione…. e funziona!

  2. Vista la mia veneranda età devo dire che comune a tutti forse no ma sicuramente rispetto a qualche anno fa qualcuno in più che sa cosa vuol dire blog e 2.0
    Ma io come dice il Liga sono un po’ fuori tempo … 😀

  3. Sicuramente siamo meno alieni di prima. Anche mia madre sa cos’è un blog (e non perchè legge il mio, ma s’è spulciata tutte le foodblogger, l’ho scoperto per caso), anche mio padre sa cos’è Facebook. Esempi per dire che no, non è più un mondo alieno. E meno male, aggiungo io!

    (bel post paz)

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