Castelvolturno-Rosarno: sedimenti pericolosi

Qualche giorno fa la strana coppia Maroni-Alfano è scesa di corsa su invito di una Bomba a Reggio Calabria. In quella occasione hanno promesso più uomini delle forze dell’ordine e più magistrati, tra pm e giudici. Bene mi sono detto, meglio tardi che mai dal momento che già nel 2007/2008 erano venuti alla luce piani per attentati alla direzione antimafia di Reggio Calabria, oltre alle cimici per spiare il pm Anti Mafia Gratteri. Fatti risalenti al 2007/2008, lo stesso periodo in cui l’Onorevole Mastella cercava con tutte le sue forze di rimuovere De Magistris da Catanzaro.

Ora, non sono sicuramente fatti collegati, ma evidenziano come il problema legalità e giustizia sia stato lasciato allo sbando da quelle parti. Gli organici insufficenti non sono storia dell’altro ieri, per intenderci, ma affondano ben più indietro nel tempo. Eppure, ne il governo di centrosinistra, ne quello di centrodestra hanno mosso un dito, se non per ostacolare. E lascio stare le fanfarate pompose di Maroni sulla lotta alla criminalità organizzata. E’ vero che i dati sono notevoli, ma è pure vero che la carenza di personale, strumenti e infrastrutture è tale da permettere ad una organizzazione come la ‘Ndrangheta di diventare la prima forza commerciale del paese. La prima! La Fiat gli fa un baffo!Io qualche domanda me la pongo.

Poi arriviamo alla bomba, e come al solito scatta il piano d’emergenza. Ecco, vi siete mai chiesti perché in Italia si debba scattare sempre dopo la parola emergenza? Che siano alluvioni, frane, terremoti, attentati, quello che si fa, magari anche bene, lo si fa però dopo che è scattata l’emergenza, quando il pepe al culo è tanto e il rischio di pregiudicarsi dei voti è alto. Tanto più che ora siamo ormai sotto campagna elettorale, non dimentichiamocelo. Sarà interessante vedere cosa succederà dopo, una volta chiuse le urne. Poi arrivano i fatti di Rosarno, e anche questa volta Maroni da prova, a mio parere, di tutta la sua capacità di ministro. La prima cosa che fa è dire che c’è troppa tolleranza.

E allora io mi chiedo; cosa avrebber fatto la gente, l’altra, quella non negra (come certi giornali hanno scritto, nemmeno fossimo nell’Alabama di qualche decennio fa) al loro posto? La stessa identica cosa. La situazione che mi pare sia all’origine della esasperazione è data dal degrado in cui si vive in quella realtà, e che forse non tocca solo i cittadini non italiani. Da anni si parla dei caporali, dei lavoratori stagionali schiavizzati che non raccolgono cotone, ma ben si pomodori e verdure. Sono state fatte inchieste che abbiamo letto tutti, servizi, reportage, eppure oggi i media non fanno altro che testimoniare che la situazione è tale e quale a prima.

Ma se lo stato in primis non si fa carico di una forte presenza attiva sul posto come ci si può aspettare che qualcosa cambi? Magari questi ragazzi non hanno permesso di soggiorno e sono irregolari, magari, però raccogliere pomodori non mi sembra reato, reato dovrebbe essere la schiavitù a cui sono costretti, le condizioni in cui vivono e l’immobilità di chi governa.

C’è una dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che dovrebbe essere riconosciuta a livello mondiale, e che ci racconta di quali diritti un uomo debba avere, a prescindere dalla sua condizione economica, sociale, di provenienza, di culto, di idea politica o altro che sia. Ci dice quali diritti vanno garantini perché un essere umano possa riconoscere a se stesso quella dignità personale che è patrimonio di tutti.  E c’è una carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che cita tra l’altro al punto 5:

Articolo 5

Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato

1. Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.

2. Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.

3. È proibita la tratta degli esseri umani.

e al punto 21:

Articolo 21

Non discriminazione

1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

2. Nell’ambito d’applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull’Unione europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.

Negare la possibilità di quella dignità a questi ragazzi, non far valere quei documenti, secondo me vuole dire privare anche questo paese di quella dignità che poi gli permette di guardarsi allo specchio.

Mentre oggi ai tg sottolineavano le macchine rotte e i bidoni della monnezza scaravoltati pensavo: si ma io, a vivere in quelle condizioni per anni, sfruttato, insultato, picchiato e poi beffato altro che macchine rotte. A picconate la città..e voi pure. Pensateci. Non è questione di buonismo, o di sorvolare sopra un reato, è il fatto che se non esiste un tessuto in grado di assorbire e neutralizzare sul nascere certe forme di crimini, ingiustizie, degrado non possiamo poi lamentarci se scoppia la rivolta dell’esasperazione. E il vaso è all’orlo. Prima Castelvolturno, ricordate? E  Milano, sempre negli stessi giorni, e adesso Rosarno. Sono tre casi diversi, ma in cui ritroviamo la mano di una criminalità sempre in spolvero e di una intolleranza sempre più dilagante (vedi Milano).

Pensate a Parigi, dove la mano della criminalità non è così forte come da noi, eppure la situazione di degrado nelle Banlieue e alcune mosse per nulla accorte della polizia hanno scatenato rivolte e disordini che si sono protratti per giorni e più di una volta. L’immigrazione e i suoi flussi esistono, sono ciclici e poderosi, non sono una novità nella storia e non si possono fermare. Si può però cercare di incanalarli correttamente. Ma se non facciamo nulla per togliere i sedimenti dannosi che man mano si depositano sul letto del fiume, a poco a poco si accumuleranno fino all’esondazione, e allora finisce che ci rimettiamo tutti. Questa almeno è la mia opinione

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One thought on “Castelvolturno-Rosarno: sedimenti pericolosi

  1. Che condivido appieno. Purtroppo, come sottolinei, questo non è un problema di oggi ma di anni di politiche e atteggiamenti sbagliati difronte al problema dell’immigrazione. Oggi forse c’è “solo” il problema che la misura è colma ed il fatto che sia un esecutivo come questo a dover gestire la situazione ti confesso che un po’ mi spaventa…

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