Da Obama al No B. Day quando la rete si muove dal basso

Poco più di un anno fa la rete entrava di diritto nella politica, e ci entrava in buona parte dal basso, contribuendo a dare una forte spinta alla campagna elettorale di quello che oggi è il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Una cosa non da poco, nelle sue modalità e nella sua evoluzione, tanto che poi è finita per diventare, quella campagna elettorale e le sue strategie, un modello spesso riportato come esempio. Molti concetti della rete, molti suoi meccanismi, sono forse arrivati al grande pubblico per la prima volta grazie anche a quella campagna elettorale raccontata per filo e per segno nei minimi dettagli.

A poco più di un anno da quella elezione, era il 4 novembre dello scorso anno, e a pochi giorni dal dibattito aperto sulla blogosfera molle, in Italia, e certamente più in piccolo, viene, seppur con le dovute differenze, riproposta una mobilitazione dal basso (il No Berlusconi day, o No B. Day come dir si voglia) che ha come mezzo veicolo, per lo meno iniziale, la rete, e che ancora una volta ha come protagonisti i cittadini, per lo più giovani, come lo furono in larga parte quelli che diedero il la alla campagna Obamiana.

Ci sono però delle differenze. La prima è che Obama corteggiò abilmente quel popolo di giovani navigatori che accolsero il suo invito, rimboccandosi le maniche e contribuendo alla sua vittoriosa corsa. Il cambiamento era un desiderio più che mai avvertito, anzi, era un urgenza. La seconda è che nel caso Italiano il tutto si è mosso non per appoggiare ma per contestare un leader e che nessuno, almeno a prima vista, ha corteggiato nessuno. Semplicemente un gruppo di anonimi qualunque ha lanciato l’invito, e in molti hanno risposto SI!

Le cose in comune invece sono che anche in questo caso la mobilitazione è spinta e motivata dall’urgenza di un cambiamente nel paese, e che la base, l’incubatrice in cui tutto, o molto, ha preso piede sono ancora una volta la rete e i Social Network. Forse qualcuno potrà trovare questo parallelismo troppo azzardato se non del tutto fuori luogo, ma a mio parere -pur tenendo conto delle evidenti differenze- qualcosa che li accomuna c’è. A partire dalla comunicazione 2.0 ad esempio.

Se guardiamo l’evento estraniandoci un attimo dal discorso politico e lo osserviamo esclusivamente dal punto di vista delle sue dinamiche organizzative, della sua viralità e della eco che ha ottenuto, ci accorgiamo della novità di fronte a cui ci troviamo nel panorama italiano, dagli spostamenti, ai fondi, alla logistica, quasi tutto ha trovato il suo punto di partenza e di organizzazione sulla rete. Magari i più avezzi e tecniconi potranno dire che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Ma ne siamo poi così sicuri?

Per una volta uno strumento come FB e il web 2.0 in generale viene utilizzato per una cosa del genere (e non solo per inviare minkiaquiz) e coinvolge direttamente centinaia di persone che porteranno tutto nella vita reale, e non solo rimanendo rintanati nel web, o almeno dovrebbero, e sta qui la grande sfida che determinerà più o meno il successo, e se cioè ci trovremo di fronte a qualcosa di realmente nuovo o invece solo all’ennesimo mega gruppo di faccialibro.

Mesi fa la blogosfera, o almeno una parte di essa, provò ad organizzare una mobilitazione (per altro lanciata e guidata fin da subito dall’alto) che però fini per spaccarla in due. Quello che ne uscì tecnicamente fuori fu, riletta oggi, quello che io considero forse un mezzo fiasco, non nelle intenzioni è chiaro, ma nella sua evoluzione e conclusione. Vediamo questa volta in cui ad essere coinvolti non sono in primis i blogger, ma un sacco di gente di tutti i tipi, cosa ne uscirà fuori. Indipendentemente da quale sia la vostra idea politica a mio parere l’evento in se può benissimo rappresentare una svolta nella consapevolezza dell’uso del web. Cosa ne pensate?

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3 thoughts on “Da Obama al No B. Day quando la rete si muove dal basso

  1. In Italia, escluso per le minkiate, pochi o nessuno dei politici sanno e conoscono bene le potenzialità del web. Veramente non conoscono neanche il web 😦

  2. concordo con chit.
    Inoltre concordo anche con paz, per quello che dici alla fine, ovvero sulla svolta che l’evento può rappresentare. E’ stato ampiamente dimostrato che non sono solo i partiti a poter organizzare qualcosa di grande, ma che proprio il web che fa delle relazioni la propria forza può superare addirittura l’organizzazione prettamente politica.
    Ben vengano in futuro altri eventi simili, si può solo migliorare con l’aiuto di tutta la comunità, perchè siamo forti non solo con le parole digitali!

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