Siamo tutti immoralisti

Adesso che ci penso, preso da una cosa e l’altra, saranno passati ormai quasi tre mesi senza che io abbia aperto un libro. E intendiamoci, con aprire un libro non intendo il semplice gesto, ma immergercisi dentro e fluttuare tra le parole dell’autore, incantarsi tra le immagini che esso provoca nella nostra mente, fermarsi di tanto in tanto a pensare a noi quando le parole ci colpiscono dentro come dardi voluttuosi. E mai come in questo caso ho preso in mano un libro in cui in certi suoi passaggi mi rispecchio, e allora la complicità tra me che leggo, e l’autore che ha scritto, si fa solida attraverso il tempo. Il libro in questione è L’Immoralista (di cui trovate un articolo di Benedetta Craveri qui nel caso non conosciate il libro e il suo contenuto), di André Gide. Sarà per la provocazione morale o l’anticonvenzionalità, ma sto adorando questo libro -forse perché in fondo oggi siamo tutti immoralisti- che sto riscoprendo e che solo oggi per la prima volta ho preso in mano seriamente. Buon fine settimana a tutti.

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