Assetati! Giù le mani dall’acqua

Ho sempre pensato, come molti di voi suppongo, che l’acqua dovrebbe essere fruibile a tutti, indipendentemente dallo stato economico e sociale di ognuno di noi. Sono anni ormai che in Italia si parla di privatizzare la rete idrica, spesso facendo peso sulla cattiva gestione che in questi anni l’ ha accompagnata. In molte zone della rete idrica italiana i litri andati persi sono in quantità inaccettabile. Ma questo può essere un motivo valido? Non sarebbe stato meglio intervenire in modo da far cessare questi sprechi?

Viene da pensare, oggi, che questo non tornasse utile, o non fosse ritenuto un problema degno d’urgenza. I governi di diversi schieramenti si sono alternati alla guida del paese, eppure, mi pare di capire, siamo ancora punto e a capo. Ed è in questo quadro che va in scena l’ennesimo capitolo per cercare di mettere le mani sull’acqua, con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) che potrebbe diventare legge entro il 24 novembre. Dal 2011 la nostra acqua potrebbe essere gestita da multinazionali in cerca di business redditizio. E proprio in anni in cui si è discusso globalmente e a gran voce della necessità di rendere l’acqua un bene accessibile e fruibile a tutta l’umanità.

Voi direte: ma cosa centriamo noi in Italia? Beh, visto che noi ci vantiamo tanto di far parte di quell’occidente democratizzatore dovremmo essere tra i primi a dare l’esempio. E invece finisce che facciamo di tutto per lanciare un messaggio: l’acqua è del miglior offerente. Il governo ci riprova, ma non è questione di colore politico. Grazie al cielo però, molti comuni, in maniera del tutto trasversale, da destra a sinistra stanno resistendo, protestando giustamente, a questi progetti. E questo è un buon segno.

Anche la Francia, uno dei paesi in cui la privatizzazione dell’acqua si era fatta più sentire, negli ultimi anni ha rivalutato la cosa, e in molte realtà locali si è tornati ad optare per la ripubblicizzazione della risorsa idrica, anche perché valutata più conveniente. Solo noi, come sulla questione nucleare, tendiamo ad andare controcorrente. Oggi sulle edizioni in edicola del Riformista e dell’Unità la prima pagina è dedicata, per fortuna, all’argomento.

Vi segnalo in fine il forum italiano dei movimenti per l’acqua, che quanto meno merita una rapida visita per trarre qualche spunto su di un argomento che oggi è tanto strategico quando vitale.

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