Metti una donna al potere…

Quando mi sveglio la mattina ormai mi chiedo sempre cosa succederà oggi. Porsi una domanda del genere può sembrare alquanto banale, e forse lo è, ma la cautela ormai è d’obbligo e partire con un interrogativo mi sembra ogni giorno la scelta più sensata. Se non altro, visto tutto quello che succede di questi tempi. Il lato negativo di questa abitudine d’inizio giornata è che se poi non succede un cazzo, nemmeno di negativo, va a finire che te ti sdrai sul letto la sera con un micidiale senso di incompiutezza. Come se la giornata passata non avesse avuto nessuno scopo. Ieri ad esempio mi sono alzato e come tutti i giorni da un po’ di tempo a questa parte mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto. Magari una rivoluzione armata da parte della cittadinanza coscienziosa, o forse le dimissioni di Silvio, o magari l’annuncio di un contatto con una civiltà extraterrestre. Insomma, cose di poco conto, che certo non vengono a cambiare la vita di un povero mortale. E invece mi è toccato di andare a fare la spesa con mia madre. Tedio!

 

Così, mentre giravo alienato dal brusio di sottofondo del centro commerciale, con una pessima colonna sonora in sottofondo, all’ora di pranzo, mi sono messo ad osservare le donne che intorno a me facevano la spesa. Esse si trasformano. Che siano belle, brutte, grasse, magre, giovani o vecchie. Nel momento in cui le porte automatiche si spalancano dando loro l’accesso a quella terra di mezzo (prezzo scontato) i loro occhi subiscono una specie di dilatazione, si fanno decisi, vispi, arguti. Varcano la soglia dondolanti e pensose per poi trasformarsi in soldatesse superaddestrate che farebbero impallidire un berretto verde. Il loro senso dell’orientamento si sviluppa a tal punto da percepire, a sette metri di distanza dall’ingresso di una corsia, che il determinato prodotto che stanno cercando, e che fino a ieri si trovava li, è stato spostato due corsie dopo.

 

Non hanno bisogno di entrarci, loro, nella corsia, gli basta avvicinarsi quel tanto che basta per avvertire lo spostamento. L’ agilita mentale subisce una variazione esponenziale impressionante per un essere umano. In meno di 4 secondi netti individuano l’obbiettivo in mezzo alla moltidudine offerta dallo scaffale, lo comparano con altri tredici prodotti simili, lo afferrano e lo gettano nel carrello, tutto questo senza fermarsi quasi, così veloci che a mala pena te ne accorgi, tanto che secondo me sono così rapide da avere sviluppato una percezione del movimento stile rallenty effetto matrix.

 

Puoi girarti per appena 30 secondi, che appena posi nuovamente lo sguardo sulla donna osservata ti accorgi che nel carrello sono stati inseriti almeno altri 5 prodotti nuovi. Inoltre, osservando bene, ci si rende conto che spesso, a differenza di noi maschi, gli articolo introdotti nel carrello vengono sistemati quasi in automatico secondo un’ordine logico, assolutamente non casuale. Carne, prodotti fragili, verdure e via dicendo sono sempre posizionati in alto, mentre tutto quanto è pesante o contenuto in un involucro, o comunque risulta essere più resistente va ad adagiarsi sul fondo formando una base solida per i prodotti a venire. Noi invece solitamente tendiamo a gettare la roba alla cazzo nel carrello. Ad esempio; il cartone del  latte sotto le bottiglie dell’acqua, l’insalata sotto i barattoli in vetro. La donna, quando entra in un centro commerciale si trasforma nella più perfetta macchina organizzativa che l’umanità conosca.

 

Osservando tutto ciò sono rimasto affascinato. Prima d’ora non avevo mica fatto caso a cotanti dettagli. In 30 minuti, se vuole o è obbligata dai tempi stretti, una donna può fare la spesa buona per qualche giorno per una famiglia di almeno tre persone, con logica economica, senso pratico e precisione spietata per i dettagli e i gusti dei famigliari. Quando invece mi è capitato di andare a fare la spesa con altri esseri maschili, in 2 ore, a mala pena riuscivamo ad uscire con un carrello che contenesse almeno, e dico almeno, qualcosa che non fossero birre, patatine, o amenità varie. Quando sono uscito pensavo una volta di più, e ancora più convinto, che se fosse maggioritaria la presenza femminile, rispetto a quella maschile, nei punti nevralgici di gestione, questo paese forse che forse si potrebbe ancora recuperare prima che vada tutto in malora

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