Omino Hag non c’è cosa più divina che…

Sta cosa che la sveglia suona ogni mattina a me sta parecchio sul cazzo. Ma chi lo ha deciso che ogni volta alle 7 in punto sto acci di ammenicolo poco poco tecnologico deve dà suonare per forza? Che non mi pare di aver mai, in vita mia, impostato suddetto oggetto alle 7 in punto al solo scopo di portar sconcerto e frustrazione nella mia pacioccosa esistenza. E invece suona, e il qui scrivente, vostro amatissimo poco illustre ma molto molto simpatico, si deve d’alzare e infondere grande motivazione e più più slancio alle nobil terga affinché l’inanimato suo corpo tragga beneficio, senza dubbio , di svuotare le viscere sue. Lor signori chiamerebbero cotanto sforzo col villico termine Cagare. Ma come, stai parlando di cacca? Perché, non posso parlare di cacca? Le Feci a mio tempo queste discussioni sulle feci con amici e conoscenti, che di molto intimo è questo discorso.

Quindi, a rigor di logica dovreste avvertire gioia ch’io mi confidi con tanto slancio nel divulgare a voi queste che per nulla al mondo chiamerei vergogne. Che tutto ha un punto di partenza che collocherei parecchie ore prima, quando è tanto tanto buio, e in piedi ci siamo solo io e l’omino della caffé hag. Si quel belloccio che anche a lui ci piace scrivere tanto la notte, perché è un piacere, che per forza, non ci hai nessuno che ti caga il cazzo, che pure i grilli se son rotti i cojioni di giocare ad x-factor, e te stai li col personale computer acceso, la pagina bianca davanti agli occhi, che dopo 5 secondi ti ha sparafleshato le pupille e te bestemmi e scancheri sul computer personale per abbasare la luminosità, che se per caso ti acchiappa la voglia di cibo e ti devi alzare poi ci mette un pochino la tua vista a riprendersi, e d’ostacoli lungo la domestica selva oscura mamma ne ha piazzati parecchi.

Così, mentre te ne stai li a sentirti figo, che non deve chiedere mai, come l’omino del caffé hag (che diciamolo tutti in coro, ci è di molto piacente la figura dello belloccio fighetintellettualradicalnerd che invece d’andarsi a trombacchiare la donna che giaciue morbosamente annoiata nel di lui giaciglio se ne sta li a perarsi gli occhi con sto cazzo di schermo bianco mentre aumenta ulteriormente lo sballo ingerendo eccitanti ettolitri caffettosi) e sparapupillato cominci a digitare qualche lettera a cazzo sperando nella teoria della ruota della fortuna – che più o meno recita così: se non sai che cazzo dire sfavella a cazzo di criceto qualche lettera e prova a vedere se per culo ci estrai na ceppa di parola che così se non altro hai un punto di partenza– d’improvviso senti un frastuono interno che non è emotività o innamoramento, è cacca che come un’orda di hooligans alcolizzati e impazziti preme contro i tornelli del tuo intestino.

Ma tu pensi all’uomo hag. Hai deciso che è il tuo esempio di vita. Perché anche tu puoi e vuoi esserlo, con la barba ordinata, il capello sparafrasato, illuminato appena dalla luminescenza del personale computer, e la caffettiera che emette una delicata armonia aromatica, mica come la tua che quando esce il caffè sembra un vecchio che scatarra in procinto di morire. E così sbavi intimamente bestemmie e stringi il culo, che l’uomo hag mica se ne va a gonfiare le vene del collo sul cesso durante la pubblicità…e cerchi di concentrarti, quando all’improvviso senti rumori disgustosi provenire dalla cucina…o mio dio, nonno è resuscitato oppure c’è Margherita hack di la. No, non c’è Hack e non c’è hag, ne tanto meno le spoglie di un vecchio scatarrone. E’ solo la tua miserrima macchinetta del caffè, talmente vecchia che pure l’omarino che fa bella mostra su di essa ha perso i baffi. Il tempo passa per tutti.

Ti alzi, cerchi di concentrarti, vai in cucina, bevi sto cazzo di caffè che sembra uscito dal budello di un vitello, ma manco per il cazzo. Quella preme, ma tu stoico decidi che mai e poi mai, che te devi fare come l’uomo hag. La notte li, inchiodato al personale computer, tenendoti la merda e cercando di apparire disinvolto con sto cazzo di schifo che chiami caffé e tre lettere sullo schermo. Ma poi in fine realizzi che te non sei l’ometto hag. No no, ma ti tira pure il culo andare al cesso. Che brutta persona. Così maledici l’effetto che hanno gli spot su di te, e te ne vai a letto tenendoti quello che ti devi tenere. A breve ti addormenterai e il corpo dimenticherà. Ma la mattina arriva per tutti, e la tua, incredibilmente, anche il sabato per qualche assurdo motivo parte alle 7. E con lei pure gli hoolingans dell’intestino. Così metti in moto quel faticoso meccanismo quasi involontario citato all’inizio. Ti accendi una paglia e pensi che: non c’è cosa più divina che cagare la mattina. Alla faccia dell’omino Hag.

Annunci

One thought on “Omino Hag non c’è cosa più divina che…

  1. OT: sei stato “nominato” dalla sottoscritta per l’Honest Scrap Award, una catena che consiste nel raccontare dieci cose vere a propria scelta su di sé. Se ho deciso di non ignorarla è perché mi è sembrata un’idea simpatica, adattabile a vari livelli di riservatezza… e soprattutto perché le regole del gioco non prevedono che la si debba inoltrare “per forza”. Se deciderai di partecipare mi farà piacere, in caso contrario puoi tranquillamente far finta di niente!
    http://curiosona.splinder.com/post/21529322

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...