Ci vuole la Mediocrazia

E mo basta, in Italia o c’è troppa democrazia o ce n’è troppo poca. E in entrambe le situazioni sempre a sproposito. Ed entrambi, i sostenitori delle due posizioni, sbagliano. E ci hanno anche cagato il cazzo abbastanza. C’è vuole una mediocrazia, una via di mezzo tale da spazzare via la momento giusto sti magnapatate che ogni giorno da giornali, tv, palchi e palchetti ci sfranzolano la minchia. Il PD sostiene che c’è poca democrazia in Italia, io sostengo che, ad esempio, all’interno del partito ce ne sia anche troppa, di democrazia, troppa e usata male. Tanto è vero che consentono ancora a gente come Binetti, Rutelli e compagnia bella di prendere parola e posizione all’interno del PD stesso. E questo esubero di democrazia, lo abbiamo visto tutti, è come una pelota scagliata ai 180 km/h sui coglioni del Partito. Non va bene. Berlusconi sostiene che c’è tanta democrazia, ma intanto non permette agli elettori del suo partito di mettere in discussione la sua figura attraverso votazioni, sostiene anche che la magistratura, i giornali, una parte della tv e della società sia addirittura una milizia rivoluzionaria pronta a scaravoltarlo (o ti decidi o sei schizofrenico eh). Caro Silvio, se così davvero fosse, e magari mi vien da aggiungere, ghe penso mi, anzi, ghe penserebbero loro a scaravoltarti senza troppi problemi, un bel calcio nei ciapet e a casa, e invece te bello bello pacioccoso te ne stai da vent’anni sulla breccia dell’onda con in bocca sempre quella percentuale di sostegno che fai oscillare dal 68 al 72%. Feltri se la prende con tutti invece, senza distinzione, ebrei, musulmani, comunisti, giudici, gay, PD, giornalisti, salumieri, kebabbari, prostitute, puffi bolscevichi, papi, chiese, emo e pure con sua nonna e chi più ne ha più ne metta e ancora sta li a scrivere sul giornale, e ti vien da pensare che forse c’è libertà di informazione, anche troppa. Che se così non fosse il caro Vittorio se ne starebbe rintanato nella sua cantina umida a fumar oppio bestemmiando come un contadino rosso della bassa modenese intento a roteare a tutta foga la manovella di un cazzo di ciclostile analogicissimo e tanti saluti. A sinistra poi tiriamo in ballo la mancanza di democrazia ogni volta che ci toccano un comico, come se fosse solo quella la democrazia. Ma i comici al massimo possono essere gli alfieri, i porta confalone, ma se dietro non c’è l’esercito, la masnada di persone hai voglia te a cambiare qualcosa. Metti in Chiapas, non è che quei poverelli, che eran quasi tutti indios contadini in infradito e in gran parte analfabeti, un giorno hanno detto “toh non c’è democrazia, salvi i comici chi può” e poi boni boni se ne son stati a sedere nei loro salotti. Si son messi il passamontagna e hanno marciato. Invece belli noi, comodoni. E allora se uno dice che non c’è bisogna che poi agisca, e se c’è è giusto che essa si esprima. Ma se ci deve essere un infinito tira molla che non produce nulla se non chiacchere che senso ha? Allora bisogna che il cittadino imponga la mediocrazia, una via di mezzo. Non troppa ma neanche troppo poca e che la applichi su sti equilibristi della polemica del giorno

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