Perché gli immigrati potrebbero votare centrodestra

Leggendo l’articolo…

che vi propongo mi sono ritrovato a pensare che in fondo è vero. Più di una volta mi sono trovato a parlare con persone non italiane, immigrate nel nostro paese per cercare lavoro. E in molte occasioni finendo sull’argomento politica mi sono sentito dire: “io voterei per Berlusconi”, quelli che invece, perché comunitari, regolari e da anni nel nostro paese, avevano la possibilità di votare, non molti a dire il vero, Berlusconi e il centrodestra lo hanno votato quando sono stati chiamati alle urne. E questo ben prima delle aperture su diritto di Nazionalità e di voto lasciate intravedere da Gianfranco Fini negli ultimi mesi e giorni. Sembra quasi un paradosso. Il centrodestra che è sembrato deciso a fare di tutto per osteggiare l’integrazione, la cittadinanza e il diritto di voto ha spesso raccolto consensi tra i cittadini immigrati nel nostro paese, che piaccia o meno.

L’uomo che si fece da solo..the self made man

Scrive su Internazionale Cléophas Adrien Dioma , nato in Burkina Faso che:

“Berlusconi, invece, è un self made man. Partito dal nulla, è diventato un uomo ricco e un politico potente. Yes, we can. Quindi, anche per noi sfigati immigrati, si può fare. Allora se devo votare, voto Fini e/o Berlusconi.”.

L’immagine del self made man, dell’uomo che si è fatto da solo, quindi, ha un ascendente forte non solo sulla maggioranza dei cittadini Italiani aventi diritto di voto, ma anche su una parte di quella popolazione non originaria del nostro paese e che qui è arrivata negli anni, e continua ad arrivare per i più svariati motivi. E di questo bisognerebbe tenerne conto. Questo breve articolo è interessante perché sottolinea la percezione, anche da parte degli immigrati, dell’ immobilità della sinistra nell’affrontare certe tematiche in maniera decisa, senza polso, e senza lasciar trasparire una reale volontà nell’affrontare il problema.

“Per le primarie del Partito democratico siamo sempre stati chiamati a votare. E ne siamo contenti: almeno pensano anche a noi. Ma poi, niente. È finita. Grazie fratelli, non ci servite più. È un’ipocrisia e ce ne siamo resi conto.”

Parole, parole, parole, soltanto parole, parole d’amor…

Per quanto siano, per ora, solo parole, quelle di Fini sono molto di più di quanto fino ad oggi abbia fatto il centrosinistra, quando ne ha avuto la possibilità. Un po’ come la storia sul conflitto di Interessi. Per anni è stato il cavallo di battaglia dell’antiberlusconismo. Quando poi c’è stata la reale possibilità almeno di provare a mettere in moto qualcosa non si è fatto niente. Allora è naturale che l’idea che lasciano passare è quella di un partito che predica bene e razzola male. Incoerente rispetto a quanto afferma. Un partito che poi alla resa dei conti, anche per questo suo modo di fare, perde voti.

L’oroscopo del giorno dopo. Ascendente in Berlusconi

E allora capisco perché la signora Moldava, cattolicissima, che va a tener dietro alla casa di mia Nonna mi dice che a lei piace Berlusconi, ma che ultimamente non le dispiace quel politico magro con gli occhiali che le viene in mente il nome perché pensa ai tortellini. Marchio Doc Modenese. Ed ecco perché il ragazzo, Bosniaco, e Musulmano, che l’anno scorso è venuto a fare dei lavori in giardino, quando in una pausa si è lanciato in una conversazione con me, mi ha detto che a lui dell’Italia piaceva Berlusconi. Non l’arte, non la cucina, le città, il clima. No. A lui piaceva Berlusconi. Berlusconi = Italia. Piaccia o no. Basti pensare al caso degli zingari, ormai cittadini Italiani che hanno espresso preferenza nei confronti del centrodestra, oppure ad alcuni dati riportati nel periodo elettorale del 2008. Bisogna partire dal presupposto che non è che perché uno è di origine straniera debba votare per forza a Sinistra.

Ci ho messo qualche anno a capire, da quando molto tempo fa in una intervista sentii dire ad un Albanese che lui potendo votare avrebbe dato la preferenza all’allora Forza Italia. Rimasi incredulo. FI all’epoca, come oggi il PDL, era alleata con la Lega. Quella Lega che aveva fatto del contrasto, molto populista, all’immigrazione dai Balcani uno dei suoi punti forti, e che oggi, come allora pone tra i suoi punti fondamentali un netto No! all’immigrazione proveniente dal Medio Oriente e dalle basi di partenza del nord Africa. Sono cambiati in parte i luoghi di provenienza, ma non è cambiata la Litania leghista, ne l’allenza tra il maggiore partito di centrodestra e quello di Umberto Bossi. Eppure su una fetta di popolazione straniera continua a fare presa il Cavaliere.

La fine del mondo come lo “immaginiamo”, a sinistra. Aspettando il 2013, 2012 permettendo.

Non mi stupirei allora, come nemmeno si stupirebbe l’autore dell’articolo da cui prendo spunto, se ad esempio i kebabbari, i piazzaioli stranieri e tutti quegli immigrati che hanno una loro attività imprenditoriale, seppur piccola, votassero il centrodestra nell’eventuale momento della chiamata alle urne, con grande smacco per il centrosinistra che da anni parla, E purtroppo fa solo quello. Perché ad essere onesti di concreto ha fatto quasi niente, e ancora meno ci ha provato quando le famose possibilità le ha avute. Tutto questo con buona pace di Repubblica, dei fatti quotidiani, di Bersani, Franceschini e dei migliori annizero della nostra vita.

Perché in una politica fatta non di fatti ma di belle parole, come quella italiana, o spacchi il trend, proponendo qualcosa di concreto e reale provandoci realmente, oppure vince chi si vende in maniera più accattivante, e qui il Cavaliere senza dubbio batte tutti. Perché lui, come ama sempre ricordare, è pur sempre un self made man. E questo a chi non ha un cazzo da perdere, e non solo, piace.

E, come scrive Dioma nella sua opinione, può ispirare un Yes, we can. Lo stesso motto di Obama, tanto caro a noi di sinistra, lo stesso preso in prestito dall’amico Walter, che poi è stato falcidiato dal voto (e non solo), lo stesso motto che, ironia della sorte, Berlusconi non ha mai pronunciato ma in cui, che piaccia o meno, viene identificato.

Al 2013 non manca poi tanto, Giacobbo permettendo.

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7 pensieri su “Perché gli immigrati potrebbero votare centrodestra

  1. prostata ha detto:

    Finché parole quali “scelte” ed “efficienza” resteranno ignote al centrosinistra (almeno a livello di politica nazionale) non c’è da stupirsi che gli extracomunitari restino abbagliati (masochisticamente) da Silvio. (Comunque Gianfranco ci ha visto lungo, col tempo sarà ripagato).

    Il non aver curato il conflitto d’interessi quando ce n’era la possibilità, per esempio, è indice proprio di questo non riuscire a fare scelte nette (Berlusconi, se per assurdo fosse stato al posto di Prodi e D’Alema, avrebbe tolto le licenze all’avversario telemunito, senza cercare bicamerali o altro e fregandosene delle ritorsioni).

    • paz83 ha detto:

      Fini ha visto lunghissimo. Non sono uscite dell’ultima ora le sue. Già nel 2008 aveva tastato il terreno. D’altra parte secondo me vuole anche verificare quale è il suo potere d’influenza all’interno del PDL in previsione di un suo ritorno totale al lavoro nel partito. Queste uscite potrebbero essere una buona cartina tornasole per vedere in quanti e chi lo segue all’interno del PDL, e al contempo verificare se possa essere o meno una linea politica che paga in previsione del suo rientro. Il non aver lavorato sul conflitto d’interessi è stata un’azione suicida della sinistra. E giusto è che ne paghi le conseguenze. Sulle “scelte” forti e decise della sinistra invece temo ci sarà ancora molto da aspettare

  2. Weissbach ha detto:

    Quoto in pieno prostata e sottolineo che la beffa massima sta nel fatto che Silvio NON È UN SELF MADE MAN. Suo padre era il direttore di una banca con moltissimi agganci. Tanto per soffermarsi solo sulla loro quantità…

  3. Chit ha detto:

    L’unica cosa che fa da ‘self made man’ credo sia l’autoerotismo (meno da quando è premier!) per il resto ha sempre avuto buone “spalle” per i suoi loschi affari…

  4. duhangst ha detto:

    Stranieri già integrati che si vedono la vita complicata da questi nuovi arrivi, potrebbe anche essere questo uno dei motivi per i quali guardano a destra.
    Per quanto riguarda l’uomo che si è fatto da solo, riguarderei bene come è arrivato li in alto.

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