Santoro, Travaglio, Berlusconi, la Rai e le solite polemiche

annozeroCon il ricominciare della stagione televisiva sono riprese anche le polemiche di rito. Quest’anno ancora prima che partissero i programmi, quando non li hanno rimandati. Avrete letto tutti delle solite discussioni, Santoro, e ti pare, su tutti.

Quello che mi stupisce è che il servizio pubblico ogni volta si faccia infinocchiare dal politico di turno andando a mettere in discussione programmi come Ballarò, Annozero o Report. Mi spiego meglio. Ogni volta arriva il commento di turno del già citato politico, più o meno influente, e ogni volta i vari gradi e vertici della Rai si rimbalzano il problema. Travaglio in vigilanza, poi in commissione, poi all’ufficio oggetti smarriti e via dicendo.

Ma alla fine una decisione chiara non esce mai. La questione è semplice: Travaglio si o no? Non ci sarebbe bisogno di giocare a flipper ogni volta per poi uscirne con un nulla di fatto. Quello di Travaglio ovviamente è un esempio. Ma potrebbe essere altra persona.

L’idea è quella di un servizio pubblico che da un lato cerca di rabbonire il politico ma dall’altro cerca di rinviare in eterno una parola che metta fine in un verso o nell’altro alla faccenda. Perché diciamocela chiara, programmi come i tre citati sopra portano ascolti, consensi e sopratutto pubblicità, con incassi suppongo molto alti. Sono tutti in prima serata, e mica per niente. Nonostante sia servizio pubblico, e per questo non dovrebbe più di tanto tener conto dello share ma piuttosto del contributo e del servizio che offre, la Rai è in continua partita con le altre reti in chiaro. Quelle commerciali per intenderci. Questo richiede dunque cavalli da battaglia puro sangue in grado di catturare l’attenzione del pubblico scippandolo alle reti concorrenti. E Santoro, Floris e la Gabanelli lo sono, se a questo aggiungiamo che conducono programmi a mio giudizio qualitativamente alti si unisce l’utile (quello pubblicitario per esser precisi) al servizio.

In tutte e tre le trasmissioni mi pare di aver sempre visto ben rappresentate entrambe le parti, a favore e contraria. Prendiamo AnnoZero, l’esecutivo Berlusconi ha più presenze sulle panche di Santoro che sugli scrani parlamentari se andiamo bene a vedere. Report ha sempre offerto un servizio utile, e quando c’è stato da retificare è sempre stato fatto in maniera celere e precisa, senza contare che le picchettate sono andate sia sulle magagne di destra che di sinistra. Ogni volta insomma che la politica e i vertici rai si sono trovati a discutere e a mettere in discussione questi programmi è finita con un nulla di fatto. Perché come direbbe qualcuno è la televisione bellezza. E per fare televisione ci vuole ascolto e per fare ascolto ci vuole il prodotto. E se questo è ben fatto e funziona allora c’è poco da fare. Sono le regole del gioco.

Le bassezze messe in atto dal Governo in queste settimane non serviranno a molto. Se non a creare un clima di tensione. Ma di certo non serviranno a demolire i tre cavalli. Ci vuole ben altro. E lo sanno, così come lo sa la Rai che difficilmente può prescindere nella sua offerta da questi tre prodotti, che comunque rientrano a mio parere nell’offerta che la tv pubblica deve offrire.

E la libertà d’informazione non è sotto minaccia allora? Si, ci provano. Biecamente. Ma come la tv commerciale insegna, quando a fare da scudo ci sono ascolti e introiti c’è ben poco da fare (e in questo ormai la Rai non è molto diversa da Mediaset ). Berlusconi Docet. E Santoro pure.

Infatti se ascoltate bene interviste, dichiarazioni e conferenze, da bravo comunicatore e diavolaccio dello schermo sta bellamente cavalcando l’onda della polemica per creare attesa sulla nuova stagione. Mica scemo. Ogni volta che Silvio apre bocca questi raddoppiano l’ascolto. Basti guardare che botti ha fatto Anno Zero lo scorso anno. E ad una platea così, anche se bolscevica, nessun politico rinuncia. Una cosa tira l’altra.

Così, sebbene il clima sull’informazione non sia dei migliori, sebbene il Governo di concerto coi soliti furbetti cerchi di tanto in tanto di mettere i bastoni fra le ruote, non credo che, almeno per quest’anno, ci saranno gravi danni almeno per quanto riguarda le trasmissioni prese in esame. La Rai non può e non vuole privarsene, altrimenti non rimbalzerebbe tra i sui mille livelli le questioni senza mai trovare il coraggio di mettere una parola conclusiva sulla questione. E mettere una parola fine vorrebbe dire o scontentare il Politico, quello di turno, o perdere un sacco di soldi, ascolti e credibilità (per quel poco che le rimane). Quello che, nella sua posizione priva di coraggio, può fare è mantenere i due barili il più in equlibrio possibile sull’asse.

Almeno questa è la mia opinione, sempre opinabile ovviamente.

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4 thoughts on “Santoro, Travaglio, Berlusconi, la Rai e le solite polemiche

  1. Ci provano, ritardando i contratti non dando coperture giudiziarie..
    Anche per quest’anno le trasmissioni vanno in porto, ora resta da vedere che succederà alla prima trasmissione che risulterà troppo scomoda..

    Platea bolscevica, fantastica definizione 🙂

  2. tranquilli Santoro riparte con Travaglio e’ stato solo per farsi pubblicità se no chi la vedeva la prima puntata di Anno Zero…Trasmissioni di partito come porta a porta che diamine!

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