Filosofia rock, quando la cultura scende in piazza

festival filosofia 2009Nonostante il processo di deculturalizzazione in atto nel nostro paese di tanto in tanto qualche segnale positivo arriva ancora forte e chiaro. Segnali che urlano rispetto, considerazione, interesse, amore per la cultura. Da venerdì a domenica si è tenuta a Modena l’ottava edizione del festival della Filosofia. Venerdì già alla mattina, durante la lezione Magistrale di Sergio Givone intorno alle 11 e 30 la piazza era gremita. Tanti gli studenti, e ci sta, molti son venuti con le scuole. Poi però nelle lezioni seguenti, Cacciari, Bodei e Vandana Shiva, tutte in piazza e tutte nella stessa giornata, guardando bene si notava lo stesso, nonostante la libera uscita sancita dalle campanelle, un numero veramente alto di ragazzi, alcuni che semplicemente ascoltavano, altri che pigliavano anche appunti. E certo non erano li obbligati. Vuoi vedere che sotto sotto erano interessati? Vuoi vedere che questi studenti bamboccioni, fannulloni, gli stessi che erano reputati alla stregua dei sovversivi da qualche ministro, perchè osavano protestare per una scuola giusta e aperta a tutti (mostruosità delle mostruosità), tanto malvagi alla fine non sono. Nei tre giorni del festival comunque la quantità di gente presente a Modena, tra esterni e cittadini, è stata davvero notevole. Giovani, meno giovani e vecchietti, di tutte le estrazioni sociali. La piazza era gremitissima, sempre, a qualunque ora fosse l’appuntamento con il filosofo o l’intellettuale di turno, e con tema la Comunità quale miglior esempio di una piazza strapiena , luogo per eccellenza identificato da sempre con la comunità. C’era il pubblico delle grandi occasioni, quello che se arrivi anche 10 minuti prim dell’inizio ti costringe a stare in piedi, perchè il posto anche a sedere in terra è scarso. Così ho ribattezzato gli eventi filosofiarock, tra sacro (culturalmente) e profano. E questo dovrebbe dare l’idea. Non c’è grazie a Dio solo gente che guarda Uomini e Donne, o ragazzi che si fissano davanti alle evoluzioni canore di X-factor, o alle performance discutibili degli amici di Maria. Questi tre giorni mi hanno fatto ben sperare per il futuro. Nulla, per il momento, è ancora perduto.

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