Videocracy, il film che spaventa Berlusconi

La cosa divertente è proprio che in questa faccenda la Rai si richiama alla sacralità del pluralismo e “se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto”.

doc rai videocracy

Via repubblica

Insomma nel trailer di questo film, VideoCracy che parla della nascita delle tv commerciali e del sistema televisivo italiano c’è una chiara critica a Berlusconi. Quindi ne Mediaset ne Rai hanno ritenuto di doverlo mandare in Onda. Nel film verrebbe palesato anchevideocracy locandina un dato secondo cui l’80% degli Italiani usa la tv per informarsi, e questo pare abbia scosso mamma rai. Ma cosa c’è di strano? Non è la verità? Questo paese non viene gestito attraverso la tv? Questa del trailer di questo documentario a me suona tanto come censura. Ci si richiama al pluralismo solo quando fa comodo, perché poi nelle cose di tutti i giorni non è che questo pluralismo venga fuori poi così tanto. Insomma questo documentario sulla tv Italiana degli ultimi 30 anni, selezionato pure per il Toronto film festival, spaventa molto, a quanto pare, sia Rai che Mediaset. Le motivazioni nella lettera di respinta indicano una possibile identificazione del film con fatti inerenti alle questioni di oggi, nonostante il lavoro sulla pellicola sia stato terminato prima dell’Affaire Papi e dei suoi problemucci di relazione con Veronica Lario. Viva Zapatero e Il Caimano, altre due pellicole che avevano certo mirato alla figura del Premier il trailer in tv lo avevano avuto. Questa volta invece no. Allora mi vien da pensare che al Governo possano pensare che questa pellicola in questo preciso momento possa minare ulteriormente uno stato di salute che non è poi così buono come vogliono far credere. Altrimenti non ne vedrei il motivo. Comunque nel 2009 non è pensabile che le tv intervengano a stendere un velo in questo modo su un film. Si tratterà pure di un trailer, ma è il modo in cui questa cosa è stata fatta che fa pensare. Meno se ne parla e meglio è insomma. E qualsiasi persona con un minimo di buon senso, sia di destra o sinistra, dovrebbe porsi delle domande serie sul reale stato mentale del nostro paese.

Per la cronaca, Videocracy sarà presente anche al Festival di Venezia 2009. Non nelle sezioni ufficiali ovviamente, ma in quelle autonome e indipendenti. Più precisamente in quella nominata Giornate degli autori.

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One thought on “Videocracy, il film che spaventa Berlusconi

  1. A me a destato molta perplessità il fatto che la Rai non voglia mandare in onda il trailer.. Quindi ne deduco che B. ha altre due reti in più e cerca di appropiarsi della terza

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