Sulla cattiveria dell’uomo

Mia Nonna diceva sempre, a proposito della cattiveria dell’uomo, che era colpa del Diavolo. Ribattevo che il diavolo non esisteva a mio modesto parere. Ma agli occhi di una cattocristiana ortodossa di quelle che in chiesa ci vanno 7 volte la settimana era ben poca cosa il mio parere di giovane soldato di Cristo un pochino fuori dalle righe, che nel suo esercito (di Cristo) probabilmente avrebbe ricoperto il ruolo di porta confalone della brigata angeli che giocano a bocce, si, quelli che, ci dicevano da piccoli, nella retorica metaforica presa a piene mani dal manuale per indottrinamento delle giovani anime candide, provocavano i tuoni e poi ci piscivano in testa, forse per la nostra colpa di portare il peccato originale che per altro oggi in tempi in cui l’economia cinese fa il botto mi scappa pure da sorridere nel pensare che magari, forse, originale? Lei allora mi diceva che chi crede in Dio non può non ritenere vero anche il Diavolo. Va da se, come 2 + 2 che fa la creazione. Finiva sempre, la discussione, con il sottoscritto che diceva: “allora preferisco non credere in Dio piuttosto che offrire una scusa, un alibi del genere alla cattiveria della gente”. Fu in questo rapporto conflittuale con mia nonna e dagli incontri con un suo amico, un padre esorcista ( che non veniva per salvarmi dal demonio ma per prendere un caffè con nonna in quanto amici, prima che vi facciate strane idee) che tutto sommato la pensava come lei, altrimenti avrebbe dovuto cambiare mestiere, che cominciai a rivalutare un tantino le logiche di là, inteso come la Chiesa. Per ogni impiccio, per ogni contrattempo o incidente di percorso c’era sempre la soluzione. Piove..gli angeli pisciano, si ammazzano…colpa del Diavolo, gli è successa una disgrazia..la volontà di Dio. Che un mercedes che ti tempera le gambe a 120 all’ora non so quanto sia volontà di Dio o incompetenza di chi ha rilasciato la patente al guidatore. Ma va da se che 2+2 fa la creazione e allora almeno toglierli 20 punti dalla patente divina e diritto in purgatorio senza fiatare sembra il minimo. Fino ai 13 anni c’ero dentro. Poi mi imbattei in Malatesta, “Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede” ed in altri suoi compari, da Bakunin a Godwin a Proudhon, Cafiero, Stirner e da li non fui più lo stesso. No, non divenni anarchico. Figurarsi. Ma nemmeno cattoortodosso, e forse nemmeno comunista, come qualcuno pensa. Con mia nonna si continuò a discutere, forse fino al giorno in cui la Chiesa rifiutò a Welby il funerale in Chiesa. E’ un peccatore, si è suicidato disse, non merita (alla Fine della Englaro non riuscì ad arrivare, la volontà di Dio fece il suo corso prima). Fu l’ennesima dimostrazione di come certe cose ti possono ridurre, e del come in fondo sia sempre meglio restarsene in disparte. Non dico estraniarsi, ma almeno non farsi coinvolgere al 100% alle volte risolverebbe un sacco di problemi

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2 pensieri su “Sulla cattiveria dell’uomo

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