L’effetto domino della crisi: dalla cassa integrazione agli sfratti

effetto_domino

La crisi si sta ritirando, a dircelo ci tengono tutti, santoni dell’economia, istituzioni nazionali, europee e mondiali, salvo poi contraddirsi le une con le altre dopo qualche ora. Se il primo dice che la crisi sta finendo il secondo per tutta risposta fa il bastian contrario e ci avverte che no, state attenti, sarà ancora lunga e difficile la ripresa.

E ci potrebbe anche stare in questa girandola di voci il parere contrapposto, se poi chi lo ha espresso non cambiasse opinione il giorno dopo andando a sostenere la tesi del primo che nel frattempo è passato a sua volta da ottimista ad allarmista. Negli ultimi due mesi questo teatrino del sappiamo tutto senza sapere niente l’ho sentito più e più volte dai tg e più e più volte l’ho letto sui giornali. Ma allora la verità dove sta? Destra? Sinistra? O nel mezzo? Credo nessuno lo sappia, nemmeno loro.

Quello che però appare chiaro è che i danni lasciati dai due meteoriti, finanziario ed economico (in questo ordine d’arrivo sul pianeta terra) sono ancora evidenti e lontani dal trovare una risposta vera.

Leggevo oggi un’articolo sulla gazzetta di Modena (che a sua volta riprendeva da uno più ampio apparso sull’Espresso) dell’ennesimo tassello di domino che si è abbattuto su chi più duramente è stato colpito da questa crisi economica. I cassaintegrati e chi il lavoro lo ha perso ad esempio, che adesso l’affitto non riescono davvero più a pagarlo. Mutui e finanziamenti è quasi impossibile averli dal momento che garanzie è impossibile darne e chissà per quanto tempo ancora. E così la morosità nel pagamento degli affitti fa scattare sfratti e sfratti coatti. Senza lavoro e senza casa insomma. A Reggio Emilia, si legge nell’articolo che: ” l’aumento è stato spaventoso, da marzo a giugno sono arrivate 936 istanze e l’aumento medio rispetto al 2008 è del 557 per cento“. Ma la città che a quanto pare batte tutti su questo nuovo fronte degli sfratti è Modena. Un passaggio della Gazzetta riporta: «Solo nella zona sassolese della ceramica – riferisce l’ufficiale giudiziario – dobbiamo vendere 270 appartamenti, molti acquistati con mutuo da operai del distretto ceramico ora in cassa integrazione».

L’esempio di Modena e Reggio è preoccupante, proprio perché arriva da alcune delle provincie più ricche non solo d’Italia ma d’Europa. E siamo nel cosidetto Nord produttivo, non nel sud “abbandonato a se stesso”. Questo dovrebbe dare un’idea chiara io penso della situazione. Ovviamente chi ci rimette di più sono le persone già più colpite nei mesi passati.

E allora se la crisi si sta ritirando non lo so, è però chiaro che fatta cadere la prima tessera l’effetto domino si propaga fino a che tutte le altre tessere non sono in terra. E se anche rimetti in piedi le prime due o tre tessere, quelle da cui è partito tutto, non fermi certo quelle che più avanti magari meno rumorosamente e nel quasi totale disinteresse (forse perché colpiscono i più deboli, le forze povere del paese, chi lo sa) stanno continuando a cadere. Bisogna individuare quella che dovrà cadere e bloccarla per evitare che tiri giù quelle davanti a lei, e poi con santa pazienza rimetterle in piedi una ad una. Ma questo non si fa creando confusione su affermazioni contraddittorie giorno dopo giorno sempre di più

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One thought on “L’effetto domino della crisi: dalla cassa integrazione agli sfratti

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