Il Jackpot del superenalotto? Datelo alla ricerca

cervelli_in_fugaMentre qui in Italia stiamo ancora a discutere sull’Inno di Mameli (questione che in un paese normale nemmeno verrebbe aperta e che qui a tutti dovrebbe risultare chiusa dal giorno in cui fu deciso che quello era l’inno giusto per il nostro paese) e a fare il tototroie del presidente del consiglio, con un occhio al jackpot del superenalotto, dall’altra parte dell’oceano due Italiani danno notizia di una scoperta molto importante in campo medico, una di quelle scoperte che magari non sarà risolutiva ma che di certo va ad affiancarsi a quei tasselli fondamentali e utili al progresso della nostra povera specie. Due cervelli che guarda il caso hanno dovuto attraversare l’oceano perché nel nostro paesucolo non avevano trovato spazio, fondi. Ma sopratutto erano capaci, cosa che a quanto pare nella nostra Italia non va bene, rappresenta eresia. Vanno avanti solo Escort e leccaculo..e poi e poi. L’Italia è il paese che è grazie anche ai genii che ha avuto nel passato, artisti, scienziati, inventori e via dicendo. Ma si ferma li, perché tutte le menti che avrebbero portato progresso, negli ultimi anni, al Mondo partendo dal nostro paese (che ne avrebbe certo beneficiato) sono scappati, anzi, espulsi letteralmente. L’Italia non progredisce perché espatria chi potrebbe permetterle questi balzi in avanti. Siamo arrivati all’assurdo che ci sono 140 milioni in palio al superenalotto ma non ce ne sono per la ricerca e la cultura in generale. Ora, date le probabilità di vincita del jackpot e data la scarsità di fondi in cui versano le nostre casse, anche senza essere un matematico, arrivo a quella che potrebbe essere una delle soluzioni più logiche, ma che richiede coraggio. Lo abbiamo o no questo cazzo di coraggio? Vogliamo valutare ad esempio la possibilità di investire quei soldi in qualcosa di veramente valido per una volta tanto? Sono sicuro che qualcuno avrebbe anche il coraggio di lamentarsi perché gli verrebbe sottratta la possibilità della vincita, certamente inferiore a quella che io possa piombargli in casa nel giro di tre giorni a gonfiargli i ciapet, perché uno che ragiona così merita solo calci nel sedere. Le possibili combinazioni sono milioni, il vincitore uno solo. Con un terzo di quei soldi investiti nella ricerca si potrebbe ottenere con più probabilità una vittoria che però avrebbe come vincitori milioni di persone, magari su di una malattia. Solo a pensare questo io personalmente non avrei bisogno di altre garanzie, ci metterei subito la firma.

Altra cosa, all’erario ogni anno i giochi a premi dei monopoli fruttano un sacco di soldi. Non si potrebbe fare in modo che una percentuale del totale su questi incassi venga redistribuita alle realtà accademiche più promettenti e coi progetti più validi (magari qualcosina ci va pure, sinceramente non lo so, ma ad occhio e croce se qualcosa ci va è pochino)? Parlo da profano, ma la logica mi impone di pensare in questo modo. Poi dite voi cosa eventualmente ne pensate….

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2 thoughts on “Il Jackpot del superenalotto? Datelo alla ricerca

  1. Appena finito per la ricostruzione in Abruzzo, le grandi opere, le nuove centrali nucleari e qualche lavoretto per la sicurezza di Villa Certosa forse ci sarà qualcosa anche per il resto… abbi fede!?!? 😉

    • E’ questo il guaio. Alla voce spese ne troviamo alcune che al momento sarebbero inutili o insostenibili. Vedi il nucleare e alcune grandi opere, e che però succhiano e succhieranno risorse ad altre che necessitano di fondi nell’immediato futuro.

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