Amori estivi. Il Paz parte e questo blog per qualche giorno va in ferie

Estate e tempo d’ammoriii. Mi ricordo la prima volta che mi sono innamorato. Avrò avuto diciassette anni circa. Un pischellino che puzzava di latte e canne e ascoltava i Ramones.

La prima volta che l’ho vista ero sulla carrozza di un treno che viaggiava di sera, diretto al mare. Seconda classe, i finestrini tutti abbassati per il troppo caldo. Il vagone era quasi vuoto. Mi ero alzato per andare in bagno, cosa solitamente sconsigliata su di un treno, specialmente se si viaggia in seconda classe. Ma quando scappa scappa, c’è poco da fare. Mentre camminavo lungo il vagone in direzione del bagno la notai di sfuggita seduta pochi posti avanti al mio. Ricordo il rumore infernale del treno lungo le gallerie, e l’umido che entrava dai finestrini aperti. Con la coda dell’occhio cercai di osservarla il più possibile durante il mio passaggio, ma senza farmi notare. Una volta in bagno cominciai a riflettere sul da farsi. Da quel poco che avevo potuto osservare era davvero carina, così mi ripromisi di sedermi con Nonchalance in uno dei posti sul lato opposto del vagone, così da poterla osservare meglio. Nella mia testa pensai che se avessi agito con naturalezza non avrebbe fatto caso a me (ok, bruttissima cosa da dire in questa circostanza e di pessimo auspicio, ma quella operazione lo richiedeva per non apparire sfacciatamente marpionazzo) così decisi. Una volta uscito dal bagno mi sedetti dal lato opposto, nessuno dei quattro seggiolini era occupato e questo facilitò il compito e mi evitò qualsiasi imbarazzo. Ricordo la mia faccia nascosta maldestramente dietro un libro che mi ero portato da leggere, non ricordo il titolo, ma non è importante ai fini del racconto. Non credo che i miei occhi si siano posati una sola volta su quanto scritto tra quelle pagine. Aveva i capelli neri neri e gli occhi castani, un visino dolce che era la fine del mondo, ma ad essere sincero gli occhi, per un lasso di tempo che ora non saprei quantificare, si posarono sul quel seno non eccessivamente piccolo ne eccessivamente grande, giusto è il termine esatto. Insomma, gira e rigira nella mia testa di brufoloso giovinetto scattò la scintilla dell’infatuazione. Non doveva avere più di diciotto anni, ma potrei sbagliarmi. Non l’ho mai saputo, ne l’ho mai chiesto, ne mi interessava sinceramente. L’osservazione scientifica cominciò via via a farsi sempre più sfacciata fino al momento in cui lei si accorse del mio sguardo. Ok, sicuramente in quel momento ero appena stato identificato come marpione vacanziero e la cosa mi turbò un attimo. Come farle capire che mi ero appena preso una cotta istantanea, di quelle che zac ti si incollano nel cervello? Non volevo pensasse al solito pirla che coglie ogni occasione buona pur di cuccare. Girai di scatto la testa verso il finestrino per dissimulare le mie intenzione perlustrative. Mentre fissavo fuori, nel riflesso del vetro notai che mi stava guardando e sorrideva. Presi coraggio e mi girai, sorrisi e azzardai, ora o mai più, un cambio rapidissimo di posto, dalla sua parte. Scattai come un fulmine, come solo il paz può fare. Prima che potesse anche solo pensare A ero già seduto davanti a lei e mi stavo presentando con una qualche scusa assurda pescata in un nanosecondo, che nemmeno un calcolatore della nasa, dal mitico repertorio degli amici. Quei consigli di vita vissuta dati quando la vita l’hai appena cominciata a vivere davvero. Con mia sorpresa si dimostrò cordiale, anzi disponibile contro tutte le mie aspettative che erano meno di zero, anzi, nemmeno ci avevo pensato alle aspettative a dire il vero. Parlammo per un po’ e man mano che il discorso proseguiva sembrava sciogliersi il ghiaccio sempre più velocemente. Meraviglia. Gaudio e Giubilo. Mentre parlavamo continuavo a fissarla, e si, era davvero bella. Che ci fa una così ad ascoltare uno come me? Non avrà nulla di meglio da fare, d’altronde siamo su di un treno. Ogni occasione è buona per allontanare la noia del viaggio. Poi d’improvviso ecco uscire dalla sua bocca alcuni apprezzamenti, sei una persona interessante e via dicendo. Ma dove vai di bello? Ah si? Anche io, sai? Che culo incredibile, paz rulez gridava il mio cervello. 10, 100, 1000 PUNTI, JACKPOT. Sarebbe scesa alla mia stessa destinazione, avrebbe soggiornato nel mio stesso periodo. Questo avrebbe dato luogo ad una possibile frequentazione in quei giorni. Ero cotto, già immaginavo e sognavo, sognavo mentre quel dannato rumore di treno entrava dai finestrini aperti del convoglio. Sferracchiare di rotaie e ruote ferrate, e intanto sognavo, sognavo, sognavo. L’aria fresca entrava dal finestrino, dovevamo essere in zona di mare, sicuramente. La mia mente non era più su quel treno, sognava, sognava…

Poi uno scatto secco, e qualcosa che mi scuoteva…hey, giovanotto…giovanotto, si svegli…

Aprii gli occhi con pesantezza e un certo disorientamento. Mi guardai attorno. Nella mia mente la sua immagine, guardai davanti a me. Lo stupore nel vedere un’anziana signora paffutella che mi sorrideva fu immenso, un colpo al cuore. Giovanotto, ha dormito pesante. Mi dispiace averla svegliata, ma mi aveva chiesto di avvertirla quando fossimo arrivati.

Poi afferrò la sua valigia e si avviò verso le uscite del vagone. Nessuno, a parte il finestrino opacizzato dalla poca pulizia vide il mio sguardo smarrito in quel momento. Avevo sognato. La prima volta che mi ero innamorato era stato un sogno. Scesi dal treno in una calda sera di luglio con il corpo appicicoso per l’umidità e il cambio di temperatura tra la pianura e la zona costiera. Le ascelle puzzavano dopo il lungo viaggio. Presi la sacca in spalla, scesi dal treno, uscii dalla stazione e mi infilai lungo il carrugio principale facendomi spazio tra una ressa di gente allegra intenta a sbirciare lungo le bancarelle serali.

Ultimo post questo prima della mia partenza, il 14 agosto, direzione Castiglione della Pescaia. Il paz va in vacanza per qualche giorno. Non aggiornerò, non farò socialcazzi e cose varie. Il mio intento è restare disconnesso il più possibile in questi giorni che devono essere di vacanza. Quindi Buone Vacanze a chi partirà, e buon rientro a chi rientrerà. A chi non è partito una pacca sulla spalla. Buon Ferragosto a tutti anche se in anticipo. Ciao ciao!!!

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3 pensieri su “Amori estivi. Il Paz parte e questo blog per qualche giorno va in ferie

  1. Chit ha detto:

    Gli amori vissuti in sogno sono stati per lungo tempo i miei unici amori oltre al pallone 😀
    Buon relax e buone vacanze amico mio e occhio a non confondere sogni e realtà 😉

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