Modena, Amore e Odio

Odio Modena perché se non la odiassi non riuscirei nemmeno ad amarla così. Può sembrare un paradosso, o al limite un controsenso. Eppure è tutto racchiuso in questo dittico, il nugolo di sentimenti che questo fazzoletto di terra – nemmeno troppo fazzoletto ora mai, e con sempre meno terra – riesce costantemente a suscitarmi. Con il suo caldo afoso, soffocante e claustrofobico, in estate, e le sue nebbie inbizzarrite in inverno che la trasformano in un limbo sospeso in un’altra dimensione concedendole un’aura quasi metafisica. Modena che si concede tutta e subito negli anni dell’adolescenza , che si lascia esplorare senza troppe fatiche, senza snobbismi ricercati, sulla poltroncina del cinema Vita nel buio della sala. La Gradisca, la mia intimità, fatta di scorci, piazze, piazzette, larghi e vicoletti. La Gradisca, ora e subito, questa mia intimità. Seducente, infida ammagliatrice. La odio per questo suo lasciarsi vivere che finisce per svuotarti e ti lascia lì, qualche anno dopo, impalato in mezzo a piazza Grande con gli occhi fissi, gli stessi che si hanno qualche attimo dopo l’orgasmo, apparentemente intenti a fissare il nulla ma che in realtà guardano dentro, scrutando le viscere alla stessa velocità e con le stesse torsioni di un ottovolante.

E adesso? Domanda posta con la massima legittimità del caso. Ora che sono li, nel punto genitrice di questa città, nel centro del Centro, in viaggio dentro, a folle velocità? Mi chiedo da in mezzo alla piazza, intimo cratere di fecondità, in cui, non a caso, è eretta la Ghirlandina, fallica forma nel suo protendersi verso il cielo ad intercettare le grazie e i capricci divini, cosa è rimasto dopo l’amplesso?

E’ Modena che ti piglia maliziosa per mano, quella stessa mano che lascia quando ormai sei pronto a giurare amore eterno, e comincia a sorridere divertita dalla tua faccia perplessa, saltellandoti attorno con quel suo fare ambiguo che obbliga te a decidere se amarla oppure troncare li quella strana relazione. Come una Marilyn Monroe, solo più grigia e cinica nel suo dare non dare. Se mi vuoi devi prendermi così, Happy Birthay Mr. chiunque tu sia, Happy Birthay to you. Ed ecco che arriva l’odio. Ma io penso che si odii qualcuno o qualcosa quando la si ama troppo, la si desidera, la si cerca di capire e non ci si riesce o non ci viene consentito. Altrimenti più giusto sarebbe lasciare il campo alla più semplice indifferenza o, al massimo, alla rabbia. Ma quando mi trovo, per tempi più o meno lunghi, per lavoro o per diletto, in altre città, mi riscopro ogni volta a pensare al momento in cui rimetterò piede a Modena, con la sua ambiguità e la sua, talvolta, indisponente voglia di farsi amare e odiare a modo suo, ed è per questo che in fondo amo odiare la mia città.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...