Quando la sicurezza deraglia

Il fatto che negli ultimi mesi, e non solo quelli che hanno seguito il terremoto in Abruzzo, Guido Bertolaso sia apparso così tante volte nelle cronache mi convince sempre più della difficoltà dell’Italia nel risolvere determinate questioni di importanza rilevante per tutta la cittadinanza.

Dal rischio sismico a quello idrogeologico con annesse problematiche inerenti alla edificazione in zone che dovrebbero essere Out. Passando poi per la questione dei rifiuti a quella sui rischi ambientali (inquinamento etc. di vario genere). E passano gli anni ma ogni volta le critiche e gli avvisi a intervenire e a prestare la massima attenzione sono sempre quelli. Che poi bene o male vengono lasciati cadere nel vuoto fino alla tragedia (vedi ad esempio la questione sulle norme a cui i costruttori si dovrebbero, o si sarebbero dovuti attenere) è una consuetudine, una prassi a cui siamo ben abituati. Parlo di questo perché oggi sentivo un’intervento di Bertolaso inerente alla tragedia ferroviaria di Viareggio della notte scorsa. In questo intervento il capo della protezione civile faceva riferimento a quello accaduto ad Avio, al confine fra Trentino e Veneto del 13/02/2006. Bertolaso, oltre ad affermare che forse sarebbe il caso di rivedere la Normativa a Livello europeo concernente il trasporto di determinati carichi, richiamava il caso dell’incidente ferroviario in Trentino sottolineando che era già stata chiesta all’epoca quantomeno una verfica e valutazione sulle dinamiche e le normative che regolano il trasporto ferroviario e non solo di determinati carichi. Quella volta si trattava di sostanze potenzialmente tossiche, sia per l’uomo che per l’ambiente, e il danno e la tragedia furono sfiorate ed evitate. Oggi il carico incriminato è certamente diverso ma altrettanto pericoloso, e siamo qui a fare la conta delle vittime. Ora, dal mio personale punto di vista, penso che le due situazioni, quella del 2006 e quella di ieri notte, possano benissimo essere messe in relazione dal punto di vista della sicurezza e dei potenziali effetti dannosi che possono conseguirne in caso di incidente, e lo abbiamo visto tutti credo. Anche nella finanziaria 2008 venivano tagliati fondi alle ferrovie. Si è puntato tantissimo sull’alta velocità, e va bene, però forse sarebbe il caso di rivedere il parco treni al completo e le infrastrutture tutte su cui si muovono. Ieri il treno era praticamente in stazione, e l’epilogo è stato tragico. Pensate se fosse stato, per qualche malaugurato caso, in orario differente. Non è polemica la mia, solo vorrei capire cosa si è fatto e cosa non si è fatto in questi anni, oltre alla freccia rossa, per quanto riguarda la viabilità ferroviaria, il rinnovamento della infrastruttura e le norme (anche a livello europeo) che riguardano questo sistema di trasporti. E soprattutto cosa si prevede o intende fare. Nell’ultimo mese mi pare siano già quattro gli incidenti ferroviari in Italia. Mi sembra, così a sensazione, che siano decisamente troppi pur per poco gravi che possano rivelarsi.

Qui quello che diceva Bertolaso a proposito dell’incidente di Avio del 2006.

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