Grazie a Dio è finita la campagna elettorale

carrilon

Grazie a Dio è finita la campagna elettorale, e con lei il rischio di finire ucciso da quei milioni di volantini sbattuti come cartaccia sul selciato della strada. L’altro sabato il tratto di via Emilia che passa per il centro storico di Modena, all’altezza del portico del collegio dove si annidano tutti i banchetti elettorali, era ad alto rischio scivoloni. Uno scempio di schifo tale da farti passare la voglia di votare solo per quello. Ma quanti cacchio di soldi sbattono via in volantini che poi nessuno legge e sbatte per terra? Perché dai, diciamocela chiara, quale durata di vita ha un volantino elettorale nelle mani di un Italiano? Pochi secondi, forse minuti, prima di esser cestinato. Mi raccontava Linda che quando nei giorni scorsi è stata a Dublino la situazione era totalmente diversa. Non una cartaccia pro elezioni per terra. I manifesti elettorali erano attaccati a due a due solo sui pali della luce e simili. Va detto che probabilmente all’estero possono puntare molto sugli spot elettorali, cosa che qui non si fa (per legge e per svariati altri motivi di conflitti vari e via dicendo). Ma il punto sta anche nell’educazione dei cittadini. E qua, lo sappiamo, di educazione ne troviamo poca. Stiamo a fare le battaglie contro gli inceneritori e il pattume però poi non ci pensiamo due volte a sbattere in terra qualsiasi cosa non gradita ci troviamo per le mani. Dicevo comunque che grazie a Dio, o a chi per lui, è finita la campagna elettorale. Non sono finite però le guerre stellari tra stampa e Berlusconi. Una nuova era è iniziata per la stampa, e in questa nuova era l’informazione internazionale si riscopre bolscevica. Si, avete capito bene. L’intera stampa internazionale, o quasi, è comunista, complottista, sovversiva. Tutti uniti nel fare pressione sul povero cavalier Berlusconi la cui “unica” colpa è quella di essersi ritrovato come unico baluardo contro l’imponente minaccia della penna rossa. Non passa giorno, da ormai qualche settimana, che i quotidiani internazionali non escano freschi di stampa con qualche articolo contro il nostro premier. Gli inglesi, gli spagnoli, i tedeschi, addirittura gli americani. Ma vi rendete conto? Gli americani. Ma dico io, in che razza di mondo siamo mai finiti? Le ultime sono fresche fresche. Gli spagnoli si permettono di pubblicare quelle tre foto che l’Italia “civile” si è rifiutata di pubblicare, mentre gli americani, capeggiati dall’abbronzato, si stupiscono del fatto che ci sia qualcuno in Italia che sostenga la candidatura di Silvio al Nobel. Really? Yes, we can! Direbbero. E va bene, però un pochino stupirsi si dovrebbe. Matteo Caccia, nel parlare del suo ultimo libro, Amnesia, che segue il filo del suo programma radiofonico dal medesimo titolo, diceva ieri sera, al tg3 linea notte, che forse bisognerebbe disabituarsi a certe cose. Piccole amnesie che ci mettano nell’ordine di scontrarci con certe questioni come se fosse la prima volta, quindi ancora in grado di stupirci e perché no, di metterci nello stato di porci qualche domandina. Questo perché noi, a certe cose, siamo abituati, tanto da collocarle, facendo per altro un tragico errore, nella normale consuetudine di un paese, il nostro, che ormai assuefatto va avanti per inerzia. Mica per altro. E va bé, tanto succede. E’ normale. Ed è qui che casca l’asino, ovvero l’Italiano. Medio o meno che sia. Allora mi viene da pensare che forse la stampa internazionale, e non solo quella, non è poi così tanto comunista, ne sovversiva, figurasi il complotto. Forse è solo una questione di abitudine. Ecco, loro non ci sono abituati. Sono come i bambini davanti ad un vecchio. Quando i primi mantengono la loro freschezza, “l’ingenuità” che li porta ad osare, a toccare la pentola che scotta. Mentre il secondo, che le ha viste tutte si rassegna all’inerzia del tempo che corre, al meccanismo che non si inceppa mai, perché non si può inceppare. Nemmeno ci provano a tira fuori l’audacia della giovinezza, di quando con la lingua stretta tra i denti e gli occhi pensierosi e larghi avrebbero infilato uno stecchino, raccolto con le mani da terra, negli ingranaggi di questo carillon che produce la stessa musica da anni. Magari solo per scoprire che lo stecchino si rompe sotto la pressione degli ingranaggi, o magari, meraviglia, che si può anche bloccare.

Grazie a Dio, però, la campagna elettorale è finita. E almeno, dico almeno, la via Emilia, nel tratto che passa per il centro storico di Modena, all’altezza del portico del collegio, dove si annidano tutti i banchetti elettorali, non sarà più ridotta a discarica di una cartiera, e nessuno, me compreso, rischierà di rompersi l’osso del collo senza nemmeno troppo stupore. Perché tanto si sa, succede. Che cosa ci puoi fare?

Annunci

2 thoughts on “Grazie a Dio è finita la campagna elettorale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...